Il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi, il 16 maggio 2017.

A Parigi un governo per l’Europa

Il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi, il 16 maggio 2017.
18 maggio 2017 11:01

Il nuovo governo francese è composto da politici di destra e di sinistra e comprende un numero pari di donne e uomini, ma anche di novizi provenienti dalla società civile e politici navigati. Tutto questo è importante, certo, ma la principale caratteristica del nuovo esecutivo è un’altra.

La sua reale originalità è quella di avere come obiettivo primario – lo stesso del presidente della repubblica – l’unità europea.

Partiamo dalla diplomazia. Fino a ieri chiamato “ministero degli esteri”, il ministero è stato ribattezzato “ministero dell’Europa e degli affari esteri”, e questo ha due significati. Il primo è che il capo della diplomazia francese sarà innanzitutto incaricato di occuparsi di questioni europee, mentre il secondo è che gli altri 26 stati dell’Unione non sono più considerati dalla Francia come paesi stranieri, perché fanno parte dello stesso gruppo a cui appartiene Parigi.

Affari europei, difesa europea
Passiamo agli affari europei, che dunque non sono più assegnati a un segretario di stato ma a un ministero dedicato, nel caso specifico guidato da una militante dell’unità europea, Marielle de Sarnez, che conosce bene il funzionamento e le debolezze dell’Unione.

Il nuovo titolare del ministero dell’economia è un ex segretario di stato agli affari europei, Bruno Le Maire, perfetto germanofono che ha già fissato un appuntamento per il 22 maggio con il ministro dell’economia tedesco.

Infine passiamo alla nuova ministra della difesa. Europarlamentare e federalista fino al midollo, Sylvie Goulard conosce l’Unione come le sue tasche, e non è un caso che abbia ricevuto questo incarico. Alla guida dell’esercito, Goulard dovrà gettare le basi di un’Europa della difesa e lo farà collaborando con una ministra tedesca, Ursula von der Leyen, altrettanto europeista e a proprio agio con il francese quanto Goulard lo è con il tedesco, l’inglese e l’italiano.

Se a questo aggiungiamo che il consigliere diplomatico di Emmanuel Macron, Philippe Étienne, è stato ambasciatore a Berlino e rappresentante della Francia presso l’Unione, il cerchio si chiude.

Non solo quella scelta da Macron è una squadra europeista, ma è molto probabile che alla guida della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian cercherà di inserire la politica estera francese nell’ambito di una nuova diplomazia franco-tedesca e un giorno semplicemente europea.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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