Ninna nanna

04 gennaio 2019 14:17

Sono una cantante semiprofessionista e sono da poco diventata mamma. La sera mi piace addormentare mia figlia cantando, ma ho il dubbio che in fondo serva più a me che a lei. Tu che ne dici? –Alessia

Intanto dico che invidio molto la tua bambina. Perché, vedi, i figli purtroppo si beccano tutti i difetti e le fissazioni dei loro genitori. Da questo non si scappa. Ma per fortuna lo stesso vale per i talenti: che sia fare la maglia, scrivere il codice di un programma informatico o costruire aquiloni, è sempre fichissimo quando una figlia può godere di una particolare abilità di un genitore.

E poi, diciamolo chiaramente: anche se cantare servisse solo a te non ci sarebbe nulla di male, perché i primi mesi di vita di una bambina sono faticosi tanto per lei quanto per te. Quindi ben venga qualsiasi tecnica per rilassarti un po’.

In ogni caso la scienza dice che ai neonati la musica fa benissimo: una ricerca dell’università di Montréal del 2015 ha dimostrato che su un bambino tra i sette e i dieci mesi il canto ha un effetto calmante che dura circa nove minuti, il doppio rispetto a quello che si ottiene parlandogli e basta. E, cosa ancora più rilevante per te, un team di ricercatori dell’università di Toronto quest’anno ha scoperto che lo stato d’animo del neonato tende a uniformarsi a quello del genitore che gli canta la ninna nanna. Quindi puoi toglierti tranquillamente il dubbio e continuare a cantare felice, perché piace a te e anche a lei. Tieni presente, però, che se vuoi rilassarla devi evitare roba troppo scatenata tipo la Macarena.

Questo articolo è uscito il 21 dicembre 2018 nel numero 1287 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero| Abbonati

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