Divorati dall’ansia

11 febbraio 2019 16:03

È una mia impressione o gli uomini provano meno ansia delle donne quando diventano genitori?–Franca

“Caro Steve, ti scrivo perché quando percepisci il senso del fallimento devi dirlo ai quattro venti, così poi avrai diritto di parola quando tutto sarà bello. E quindi lo dico. Mia figlia ha un anno e mezzo, e dovrei essere felice, ma invece no. Cioè sì, ma no. Insomma hai capito, e se no pensa alla campagna irlandese, che è così bella ma ti mette anche una tristezza della Madonna. Non prendo una sola decisione giusta, di questi tempi. Professionalmente sono tornato a quando avevo 13 anni, ma con in più la cervicale. Non c’è nulla che vada per il verso giusto. Un motivo per cui avere figli piccoli può essere positivo è poter pensare che la loro vita sia più importante della tua. Ma la verità è che non sei capace di tollerare il pensiero di una vita senza di loro e quindi saresti disposto a non vivere tu piuttosto che vivere senza di loro. Le basi della vigliaccheria proprio. E ho capito anche che, quando mia figlia andrà dall’analista e capirà quanto sono stato stronzo, io sarò sotto due metri di terra e questa umiliazione mi sarà risparmiata. Ecco sto già molto meglio. Sfogarmi mi ha fatto bene. Ti racconto un’ultima storia interessante: ho appena visto una bimba di tre anni con i codini e la gonna blu che attraversava la strada correndo; era sfuggita a sua nonna per andare incontro alla sua amichetta, giustamente senza curarsi dell’esistenza delle automobili. Ora comunque stanno tutti bene, perché non è successo nulla. Se non che io non dormirò più. Mai più”. –Stefano D’Andrea, Il padre è nudo.

Questo articolo è uscito nel numero 1293 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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Claudia Grisanti
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