Nei panni degli altri

04 marzo 2019 14:31

Quando è con la sua migliore amica, mia figlia di cinque anni tende a escludere gli altri. Non so se farle capire che è meglio giocare tutti insieme, perché gli altri non ci restino male, o lasciare che sia spontanea. –Alessandra

In un altro periodo storico me la sarei cavata con poco. Ti avrei risposto che non c’è nulla di male se tua figlia va matta per la sua migliore amica, ma che comunque vale la pena incoraggiare altre amicizie parallele, magari invitando a casa delle altre amichette. E l’avrei chiusa qua.

Oggi, invece, siccome viviamo in un momento storico in cui si lascia una barca con qualche decina di disperati in mare pur di non tendergli una mano, mi sento di aggiungere qualcos’altro: noi genitori dovremmo cogliere ogni occasione possibile per crescere figli che sappiano mettersi nei panni degli altri e trattare il prossimo con empatia. Ultimamente, infatti, penso spesso a quanto sia importante insegnare ai bambini il valore della gentilezza. Vale a dire insegnargli a trattare bene gli altri anche nelle piccole cose, a dare un pezzo di merenda a un compagno, ad aiutare un’amica che è caduta, a salutare la maestra con un sorriso.

Anche se ha solo cinque anni, sono certo che puoi metterti seduta vicino a tua figlia e aiutarla a immaginare come si sentono tristi i bambini che sono esclusi da lei e dalla sua migliore amica. Non c’è bisogno di drammatizzare né di colpevolizzarla: il semplice fatto di sapere che per te è importante trattare gli altri con gentilezza getterà le basi per un insegnamento che va ben oltre le buone maniere.

Questo articolo è uscito nel numero 1296 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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