30 aprile 2020 15:24

Mia figlia di 13 anni non vuole regalare i suoi giocattoli, anche se non li tocca più da anni. Dobbiamo cedere al suo desiderio nostalgico o spingerla a guardare avanti? –Barbara

Lo chiedi alla persona giusta. Io ho conservato i miei giocattoli preferiti per decenni: Lego, He-man, Puffi ma soprattutto Barbie e Mio Mini Pony, che erano quelli per cui avevo lottato di più, perché considerati da femmina. Una parte ha viaggiato con me nei paesi in cui ho abitato, mentre altri mi hanno aspettato nella cantina dei miei finché sono tornato in Italia. All’inizio conservarli mi serviva a mantenere la magia che mi trasmettevano da bambino, ma con il tempo sono diventati dei talismani in grado di rafforzare la mia identità. Per esempio, credo che non smettere di giocare a Barbie anche se ero maschio mi abbia aiutato da grande a decidere di avere figli anche se sono gay.

I motivi per cui tua figlia vuole tenere i suoi giochi possono essere tanti – non le piace l’idea di crescere troppo in fretta? Si affeziona agli oggetti che la mettono di buon umore? – ma non ne immagino neanche uno per cui dovreste ostacolarla. Poi non è detto che voglia tenerli in casa: magari le basta sapere che sono accessibili se vuole dargli un’occhiata. O, come nel mio caso, venderne qualcuno: l’anno scorso ho scoperto per caso che alcuni pony di plastica che avevo in cantina, a cui non tenevo molto, sono considerati ultra rari dai collezionisti. Ne ho venduto uno su eBay per 575 euro. E dopo trent’anni ho scoperto che la nostalgia può essere un investimento niente male.

Questo articolo è uscito sul numero 1356 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati