25 settembre 2020 17:11

Ho una figlia di tre anni, sono incinta del secondo e ti scrivo dopo aver scoperto che sarà un maschio. Non è che sia dispiaciuta, ma l’idea di avere un maschio mi sembra stranissima, qualcosa che sento molto poco familiare. Ho bisogno di qualche perla di saggezza per favore. –Susanna

“Avere un figlio maschio risolve per sempre il tuo rapporto con il genere maschile”, ha detto un giorno la mia amica Silvia, e difficilmente potrei offrirti una perla di saggezza più efficace per mitigare la tua diffidenza. Ma ho qualcosa da aggiungere: doverti rapportare con un figlio di sesso opposto al tuo è un’esperienza che ti rende emotivamente più ricca e allarga i tuoi orizzonti. È solo quando ho avuto due figlie femmine che io sono diventato intimamente femminista. Anche se ho sempre sostenuto la parità di genere, prima era un principio più astratto, mentre ora sento la discriminazione e la violenza contro le donne non solo sulla mia pelle, ma proprio fino a dentro le ossa.

Avere un figlio maschio ti farà accedere a una condizione diversa dalla tua, che ti permetterà di crescere e capire molte più cose sul rapporto tra uomo e donna. E poi c’è un’altra cosa: nel nostro mondo ancora profondamente maschilista c’è sempre un disperato bisogno di più uomini emotivamente evoluti e ogni genitore di un bambino ha l’opportunità di insegnargli a battersi per una società più equa dalla sua posizione di vantaggio. Tirare su un uomo che si senta completamente pari alle donne è una sfida entusiasmante, che farà bene a te, a lui e alla società intera.

Questo articolo è uscito sul numero 1377 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati