08 gennaio 2021 16:54

Mio cugino, da sempre problematico, ha commesso un piccolo reato ma i genitori continuano a giustificarlo. E se la loro ostinata adorazione per il figlio fosse una delle cause dei suoi problemi? –Lettera firmata

“Non c’è niente di più difficile che far cambiare idea ai genitori sul conto dei propri figli”, scrive Nicola Lagioia in La città dei vivi (Einaudi 2020). Il libro racconta l’omicidio di Luca Varani, assassinato nel 2016 da Marco Prato e Manuel Foffo, due ragazzi provenienti da famiglie come tante. “Ci sono genitori persuasi che i figli siano irrimediabilmente dei perdenti, altri credono di avere messo al mondo dei geni, o più modestamente delle creature incapaci di sbagliare. Questa cecità può esasperare, ma in alcuni casi muove a compassione. Vera o falsa che fosse, incominciò a diffondersi la voce che la mamma di Manuel trascorse i mesi successivi all’arresto affacciata alla finestra, ferma ad aspettare che suo figlio tornasse. C’era stato un errore giudiziario. Bisognava dare tempo agli inquirenti perché capissero ciò che lei, ascoltando il proprio cuore di madre, sapeva benissimo fin dall’inizio”.

Capisco la tua esasperazione, ma forse deve prevalere la compassione. In SanPa, il discusso documentario di Netflix sulla comunità di San Patrignano, mi ha commosso la disperazione dei genitori di ragazzi dipendenti dall’eroina. Mamme e papà alle prese con qualcosa di molto più grande di loro, che non è la tossicodipendenza ma la genitorialità. Le colpe dei padri non ricadano sui figli, si dice. Ma ci sono casi in cui gli errori dei figli non devono ricadere sui genitori.

Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati