04 giugno 2021 16:28

Le maestre di mio figlio di sette anni ci hanno chiesto di farlo valutare da uno psicologo perché ritengono sia troppo scalmanato. Noi pensiamo che loro non siano in grado di gestire un bambino più vivace della media, ma assolutamente nella norma. Cosa dovremmo fare?–Concetta

Quando ci siamo trasferiti in Svizzera, mia figlia è diventata amica di uno dei suoi nuovi compagni d’asilo: Thierry. “Buona fortuna, Claudio, quel bambino è una peste!”, mi ha detto una mamma scherzando. Poi ho conosciuto anche la mamma di Thierry, che si è subito sfogata: “Le maestre pensano che sia iperattivo e che abbia bisogno di un sostegno, ma non sono d’accordo. Ha solo un modo di giocare più fisico degli altri. Oggi i bambini diversi dallo standard sono subito identificati come anormali”.

Per un paladino della diversità come me, non c’è stato bisogno di dire altro. Sfidando i pregiudizi sul povero Thierry, il giorno dopo l’ho invitato a giocare da noi. Ed è stata anche l’ultima: ho passato il pomeriggio a rincorrerlo, a recuperarlo da sopra i mobili, a staccarlo dalla tenda della doccia e, in generale, a cercare di salvargli la vita. Poche settimane dopo la mamma l’ha spostato in una scuola privata, “dove sono meno pigri con i bambini vivaci”, ma è bastato un mese perché la nuova scuola imponesse un insegnante di sostegno. Ti racconto questa storia come esempio di quanto sia difficile a volte per un genitore riconoscere che il figlio ha bisogno di aiuto. Se le maestre sollevano un dubbio, vale la pena di dargli credito. Se poi è solo un falso allarme, meglio così.