18 giugno 2021 15:24

Sono il nonno di tre nipoti maggiorenni; il loro padre, nonché mio figlio, sostiene che quando i figli arrivano alla maggiore età “possono fare quello che vogliono”. Il mio parere invece è che i genitori non finiscono mai di educare. Ho torto? –Michele

Mi sembra che tu e tuo figlio vi siate posizionati su due estremi opposti e forse troppo assoluti. Cominciamo da tuo figlio: secondo me la premessa necessaria perché un ragazzo possa fare quello che vuole è l’autosufficienza. Chi vive da solo e si guadagna da vivere non deve rendere conto a nessuno delle proprie scelte. Senza questa condizione, invece, occorre trovare dei compromessi. Per esempio: dei genitori che pagano gli studi ai figli, anche se devono lasciarli liberi di scegliere quali fare, possono comunque pretendere che si attengano a certe regole, no? Inoltre trovo sempre buffo illudersi che compiere diciott’anni trasformi magicamente un ragazzo o una ragazza in un individuo maturo e formato. Diciotto è solo diciassette più uno.

D’altro canto però, non bisogna neanche esagerare in senso opposto, come rischi di fare tu: non credo che il ruolo di genitore resti lo stesso per tutta la vita. Anche se i genitori continuano a consigliare i figli maggiorenni, dall’adolescenza in poi il processo di educazione diventa gradualmente reciproco: man mano che i figli crescono scopriamo di avere tanto da imparare da loro. Sospetto che anche tu e tuo figlio, apparentemente così distanti nella visione del mondo, se vi metteste a parlarne in modo costruttivo potreste offrirvi nuovi e interessanti spunti di riflessione.

Questo articolo è uscito sul numero 1414 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati