28 giugno 2021 15:05

Alla fine dell’ultimo anno di asilo nido di nostra figlia ci siamo imbattuti per caso nel profilo Facebook di una delle educatrici scoprendo che ha delle dichiarate simpatie fasciste e monarchiche. Avevamo una buona impressione di lei, ma adesso non riusciamo più a vederla come prima. Come si può accettare che un’educatrice abbia valori opposti a quelli su cui si fonda lo stato italiano?– Valentina e Marco

Qualche anno fa mio figlio ha avuto problemi con un’insegnante che gli rendeva la vita dura in modo gratuito. Mi ero fatto l’idea che fosse una persona emotivamente instabile, perfino cattiva, e ho tirato un sospiro di sollievo quando non abbiamo più dovuto avere a che fare con lei. Tempo dopo mi sono imbattuto casualmente nel suo profilo Facebook e ho scoperto che si batteva per i diritti dei migranti, che andava regolarmente alle sfilate dei pride e che sosteneva le ong che operano nelle regioni in guerra. Anche se il suo profilo digitale era in sintonia con i miei valori, non ho cambiato idea su di lei perché a volte le persone sono molto diverse da quello che postano online. E comunque sostenere le cause giuste su Facebook non ti rende automaticamente una brava insegnante. Non so se questo possa valere all’inverso anche per l’educatrice di vostra figlia, e cioè che le sue idee antidemocratiche non abbiano influenza sul modo in cui si prende cura dei bambini. Temo di no. Per fortuna comunque il nido sta finendo e il vostro dilemma si risolverà da solo tra qualche settimana.

Questo articolo è uscito sul numero 1415 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati