05 luglio 2021 14:29

A mio figlio di quattro anni piace il rosa. Usa il pennarello rosa, mette magliette rosa e adesso vuole anche una bici rosa. Io e mia moglie non vorremmo frustrare i suoi legittimi gusti, ma temiamo che possa soffrire la derisione dei suoi compagni e di una società non preparata a tanta libertà.– Livio

Quando viene in Vespa con me, mio figlio di nove anni porta un casco rosa. Era un regalo fatto dai nonni alle sue sorelle più grandi e, quando per loro è diventato piccolo, è passato a lui. All’inizio ho avuto la tentazione di comprargliene uno di un altro colore, ma poi non l’ho fatto. “Sarebbe molto triste comprare un altro casco solo per paura di qualche bambino maleducato, no?”, gli ho spiegato. “Chi prende in giro i maschi che portano il rosa lo fa perché considera il rosa da femmina e perché considera le femmine peggiori dei maschi. Che è un modo di pensare bruttissimo a cui dobbiamo opporci”. Così quel casco rosa è diventato una piccola arma con cui io e mio figlio cambiamo il mondo un bambino alla volta.

Nel tempo ho risposto a brutto muso ad adolescenti sghignazzanti, ho dato spiegazioni a compagni di scuola curiosi, ho fatto perfino campagna tra le mamme. Mio figlio ha capito che, difendendo quel casco, stavamo difendendo la parità tra le persone e pian piano è diventato orgoglioso di portarlo. Anche se il vostro bambino è ancora piccolo, è cruciale trasmettergli già da ora l’orgoglio e la forza di poter essere se stesso. E per farlo dovete convincervi che non è lui che dovete cambiare, ma la parte di società non preparata a rispettarlo.

Questo articolo è uscito sul numero 1416 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati