27 agosto 2021 16:38

La scorsa settimana hai tranquillizzato una donna dispiaciuta perché la figlia non la chiama mamma. Noi abbiamo incoraggiato i nostri figli a chiamarci per nome, possiamo stare tranquilli anche noi?–Antonio

Se ogni persona è un mondo a sé, ogni famiglia è un universo a parte. Con i suoi equilibri, le sue regole e i suoi nomi. Per rispondere alla tua giusta rivendicazione, cito alcuni commenti dei nostri lettori su Facebook. “Ho tre figli che ci hanno sempre chiamato per nome. Non ho capito come sia successo. Ora hanno trent’anni e stiamo tutti bene” (Alessandra). “Mia nipote chiama mio fratello per nome. Lei è di madre russa. Un giorno un bambino russo le ha chiesto come si dice papà in italiano e lei ha risposto Franco” (Rita). “Da qualche anno mio figlio mi chiama papi. Ho dovuto accettarlo, ma niente di paragonabile al rischio che mi chiamasse babbo” (Massimo). “Ho detto a Figlio che non volevo essere chiamata Ma’, di fare uno sforzo e aggiungere qualche lettera in più. Ora mi chiama madre superiora” (Cecilia). “Io nonno di ottant’anni chiedo ed esigo di chiamarmi babbo e nonno sin dalle origini. Amen” (Albino). “È una scuola di pensiero, ho insegnato a mia figlia a chiamarmi per nome perché volevo che mi amasse o mi odiasse per me stessa, con pregi e difetti” (Erminia). “Io mio babbo lo chiamo Topo e si è sempre girato. Lui mi chiama Fragola e io mi giro” (Federica). “Ho chiamato mia madre Mara dalla tenera età di dodici anni. Ora ne ho 40 suonati e da un po’ la chiamo direttamente per cognome e titolo lavorativo” (Ruben).

Questo articolo è uscito sul numero 1424 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati