05 ottobre 2015 17:06

Citi spesso le persone asessuali. Credo che potrei essere una di queste. Sono una donna di 51 anni, separata dal mio ex compagno da quasi nove. Ho ricevuto proposte da diversi uomini, tutti interessati a diventare più che amici. Mi aggiro per la sezione “eteroplatonica” di Craigslit, ma ogni volta che contatto qualcuno salta fuori che vuole una relazione di amicizia sessuale o senza impegno. È davvero frustrante! Questa parte della mia vita – la parte sessuale – si è davvero conclusa definitivamente! Per molti anni ho avuto un sacco di partner sessuali, e un certo successo, ma adesso ho proprio chiuso. Quando trovo qualcuno attraente, l’ammirazione che provo non è sessuale. Però mi masturbo. Non spesso. Posso passare anche due o tre settimane senza il bisogno (o il pensiero) di scaricarmi. Quando mi masturbo, è più una specie di stretching che un’esigenza passionale. I veri asessuali si masturbano? È esatto definirmi asessuale anziché eterosessuale? Oppure sono un’eterosessuale che si è semplicemente ritirata dal settore?
-No Need For Sex

“A questo proposito esistono alcuni studi che cascano a fagiolo”, dice David Jay, fondatore dell’Asexual visibility and education network (Aven). Jay è l’attivista asessuale di maggior rilievo al mondo, da molti ritenuto il fondatore del movimento asessuale.

Alcuni ricercatori della University of British Columbia hanno studiato le abitudini masturbatorie degli individui asessuali, confrontandole con quelle delle persone con scarso desiderio sessuale (“Sexual fantasy and masturbation among asexual individuals”, Morag A. Yule, Lori A. Brotto e Boris B. Gorzalka, sul Canadian Journal of human sexuality).

“Dai loro studi è emerso che la maggior parte delle persone asessuali (circa il 56 per cento) si masturba almeno una volta al mese”, spiega Jay, a fronte del 75 per cento degli individui con scarso desiderio sessuale. “Per una fetta consistente di noi, è più una questione di rilascio fisico che di fantasia sessuale. La masturbazione e il sesso con un partner sono due cose molto diverse, e desiderare una non significa automaticamente desiderare anche l’altra”.

Il fatto che tu ogni tanto ti masturbi, NNFS – a mo’ di stretching (ahia?) – non ti impedisce quindi di definirti asessuale. E benché il fatto che tu sia stata per molti anni sessualmente attiva – si spera anche felicemente – e sempre con uomini, può voler dire che sei una donna eterosessuale con un livello di desiderio sessuale da basso ad assente, nondimeno sei libera di abbracciare l’etichetta asessuale, se ti ci ritrovi.

“Se non provi il desiderio di avere rapporti sessuali con nessuno, allora hai molto in comune con tante persone che fanno parte della comunità asessuale”, aggiunge Jay. “Va detto anche che non esiste un vero asessuale. Se a te sembra una parola utile, usala. A conti fatti, quel che importa è quanto a fondo capiamo noi stessi, e non in che misura corrispondiamo a chissà quale idea platonica del nostro orientamento sessuale, e termini come asessuale sono solo strumenti per aiutare le persone a capirsi meglio”.

Tutto questo pazzo assortimento di etichette – bisessuale, gay, lesbica, etero, pansessuale, asessuale e via dicendo – ci aiuta semplicemente a comunicare chi siamo e cosa desideriamo. C’è stato un tempo, NNFS, in cui tu desideravi sesso eterosessuale. Quell’etichetta, allora, per te era giusta. Se adesso trovi più calzante l’etichetta di asessuale, se comunica con più precisione chi sei (ora) e cosa desideri (ora), a darti il permesso di usarla è nientemenoche David Jay.

“Capisco bene anche il disagio di NNFS per quanto riguarda gli annunci strettamente platonici su Craigslit”, conclude Jay. “Ma ho scoperto che esistono molte persone interessate a una frequentazione anche se simultaneamente dico no al sesso e sì al legame emotivo. Auguro con tutto il cuore a NNFS di trovarne qualcuna”.

Seguite AVEN su Twitter. A chi desidera sapere di più sull’asessualità, Jay consiglia The invisible orientation di Julie Decker. Asexual outreach sta inoltre raccogliendo fonti tramite Indiegogo per contribuire a finanziare la prima conferenza nordamericana sull’asessualità, il prossimo giugno a Toronto.

(Traduzione di Matteo Colombo)