New York.

Vivian Maier e le altre mostre del weekend

New York.
20 novembre 2015 18:40

Vivian Maier
Fondazione Forma per la fotografia, Milano
Fino al 31 gennaio 2016
Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago fin dai primi anni cinquanta, Vivian Maier ha fotografato per più di mezzo secolo la vita nelle strade delle due metropoli, senza mai mostrare in pubblico il suo lavoro. Il suo sterminato archivio è stato scoperto nel 2007 da John Maloof che, nel documentario Alla ricerca di Vivian Maier, ha raccontato la storia di una delle più straordinarie collezioni fotografiche del ventesimo secolo. La mostra è composta da 120 immagini scattate tra i primi anni cinquanta e la fine dei sessanta, dieci filmati in super 8 e una serie inedita di provini a contatto.

Tina Modotti
Museo d’arte moderna e contemporanea casa Cavazzini, Udine
Fino al 28 febbraio 2016
Nata a Udine nel 1896, si trasferì con la sua famiglia negli Stati Uniti nel 1913 dove cominciò a lavorare come sarta in un teatro. Fu la relazione sentimentale con Edward Weston a spingerla a lavorare sempre di più con la fotografia. La mostra ospita immagini inedite e meno conosciute, dai primi scatti realizzati a Berlino negli anni trenta ai ritratti nei piccoli villaggi nella zona di Texcoco, in Messico.

Paolo Ciriega
Mc2 gallery, Milano
Fino al 18 dicembre 2015
Ciriega, classe 1987, ha sviluppato il progetto Perestrojka utilizzando alcune delle foto che ha scattato nei quattro anni in cui ha documentato il conflitto ucraino: dalle proteste a piazza Maidan al ruolo della Crimea, al conflitto nel Donbass. L’artista ha ricostruito le immagini attraverso sovrapposizioni, tagli, corrosioni. “Creando un repertorio iconografico diverso, in grado di rielaborare e stravolgere il modo consueto di raccontare la guerra”, spiega una delle curatrici della mostra.

Photolux festival
Lucca
Fino al 13 dicembre 2015
L’obiettivo della quarta edizione, dedicata al tema del sacro e del profano, è quello di raccontare fotograficamente i luoghi, le persone, le tradizioni che contraddistinguono la spiritualità in giro per il mondo e rileggere l’iconografia sacra in chiavi diverse e a volte provocatorie. In mostra ventisei fotografi, tra cui Joel-Peter Witkin, a cui è dedicata una grande retrospettiva. La creazione è invece il titolo della mostra di Ernst Haas, uno dei pionieri della fotografia a colori. Il fotografo giapponese Kenro Izu ha esplorato i territori dello spirito nei luoghi più sacri del pianeta; mentre Cristina García Rodero ha fotografato i rituali voodoo diffusi tra la popolazione di Haiti.

Francesco Amorosino, Marco Biondi e Francesco Zizola
Tag – Tevere art gallery, Roma
Fino al 28 novembre 2015
The darkroom project exhibition è una rassegna all’interno della quale fotografi, professionisti e amatori espongono insieme le proprie fotografie in bianco e nero, stampate in camera oscura ai sali d’argento e a getto d’inchiostro. Esposte, tra le altre, le foto di Francesco Zizola, Francesco Amorosino e Marco Biondi. Oltre alla mostra, una sezione sarà dedicata alle immagini stereoscopiche che raccontano l’Italia dal 1914 al 1930 con gli occhi di un fotografo amatoriale del periodo che sono state riprodotte su lastre. Mentre il 22 novembre sarà proiettato il film Il sale della terra di Wim Wenders e Sebastião Salgado.

Per segnalare una mostra di fotografia scrivere a: mostre@internazionale.it

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Giovanni De Mauro