Spam

17 gennaio 2019 16:42

Qualche giorno fa Alan Rusbridger, l’ex direttore del Guardian di Londra, ha pubblicato su Instagram una foto divertente.

Si vede una lettera su carta intestata di uno studio legale spagnolo: l’avvocato González-Santiago, di Cadice, lo informa che un certo Frank Rusbridger, morto in un incidente stradale a Madrid e rimasto senza eredi, gli ha lasciato 8,75 milioni di sterline in un conto bancario.

Fin qui niente di nuovo, tutti abbiamo ricevuto lettere-truffa come questa, ma per email. Talos, società del gruppo Cisco specializzata in strumenti di analisi informatica, calcola che solo nel mese di dicembre dell’anno scorso sono stati spediti ogni giorno in media 331 miliardi di email considerate spam, l’85,3 per cento del totale della posta elettronica.

Nel caso di Alan Rusbridger il fatto interessante è che qualcuno si sia preso la briga di cercare il suo indirizzo postale, studiare una finta carta intestata, scrivere una lettera con il tono ufficiale e un po’ incomprensibile degli avvocati, stamparla, imbustarla, comprare un francobollo da 1,35 euro e, infine, spedirla.

“È una tendenza rassicurante”, osserva Rusbridger, “il ritorno della scrittura a mano, dei libri, del vinile e dei barattoli di vetro di Marmite”, la crema a base di estratto di lievito di birra tanto amata dai britannici. E in effetti il ritorno delle lettere di carta, soprattutto se scritte a mano, è un evento singolare, magari anche da festeggiare. Ma se queste lettere devono tornare sotto forma di spam, forse possiamo farne a meno.

Questo articolo è uscito nel numero 1290 di Internazionale.Compra questo numero | Abbonati

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