Fiamme

19 settembre 2019 14:04

Possiamo salvare il mondo, prima di cena è il titolo dell’ultimo libro di Jonathan Safran Foer, appena pubblicato in Italia da Guanda. “Quando serve un cambiamento radicale”, scrive Safran Foer, “molti sostengono che sia impossibile indurlo attraverso azioni individuali, per cui è inutile provarci. È vero invece l’esatto contrario: l’importanza dell’azione individuale è la ragione per cui tutti devono provarci”.

Secondo altri, invece, insistere sull’azione individuale può diventare una trappola. Il mondo in fiamme è il titolo dell’ultimo libro di Naomi Klein, che sta per uscire da Feltrinelli. Il modo in cui parliamo di clima è ancora troppo diviso per compartimenti, mentre l’emergenza climatica è connessa a molte altre crisi e solo affrontandole globalmente, tutte insieme, è possibile risolverle in modo efficace.

“Uno dei fatti positivi dei richiami al New deal e al Piano Marshall”, scrive Klein, “è che queste analogie storiche ci riportano con la mente a un tempo in cui eravamo abituati a pensare cambiamenti su grande scala”. Si tratta di trasformare l’intero sistema economico. E per farlo serve una sollevazione popolare, un movimento globale e di massa. Siamo stati abituati a ragionare in termini di singoli consumatori, dobbiamo invece tornare a pensare come una collettività, una comunità politica e sociale. Non vuol dire che analizzare, e se necessario modificare, le proprie scelte e i propri comportamenti sia sbagliato, bisogna però non farsi illusioni che questo basti a fermare il disastro verso cui stiamo andando.

“Quando Greta Thunberg decide di andare in barca a vela fino a New York”, dice Klein in un’intervista al Guardian, “non è importante per quello che fa come individuo, ma per il messaggio che trasmette come attivista: questa è un’emergenza e come tale va trattata”.

La questione è complessa, le risposte possibili sono tante, parlarne e discuterne è necessario.

Questo articolo è uscito sul numero 1325 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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