02 luglio 2020 16:06

“Una parte della vita viene trascorsa ignorando che si invecchierà. Forse la mancanza di quest’immaginazione lungimirante è solo una forma di difesa”, scrive Elvira Lindo sul quotidiano spagnolo El País. In fondo è un meccanismo simile alla “testarda ignoranza” dell’umanità di cui parla l’Economist a proposito del covid-19. “Sono decenni che virologi, epidemiologi ed ecologi avvertono dei pericoli di una malattia simil-influenzale trasmessa da animali selvatici. Ma quando il Sars-cov-2 ha cominciato a diffondersi, pochissimi paesi avevano la combinazione vincente di piani d’azione, strumenti d’intervento e capacità di metterli in pratica. Quelli che erano pronti se la sono cavata bene: finora Taiwan ha avuto solo sette morti legati al covid-19 e la sua economia ha sofferto meno di quella di altri paesi”.

Quali sono le nuove minacce che, pur essendo relativamente poco probabili, possono avere effetti catastrofici? L’Economist si concentra sulle esplosioni vulcaniche e, soprattutto, sul Sole e sui pericoli di un’espulsione di materiale dalla corona solare, che potrebbe mettere fuori uso i satelliti di telecomunicazione e lasciare senza rete elettrica vaste porzioni del pianeta. La probabilità che un evento del genere si verifichi nel corso del secolo non è molto alta, ma è comunque superiore alla probabilità che “un leader politico sappia chi è incaricato di occuparsi di queste cose all’interno del governo”. Tenere d’occhio il futuro è una delle ragioni per cui esistono i governi, e anche se l’attività solare e le eruzioni vulcaniche non possono essere controllate, possiamo almeno prepararci e cercare di ridurre i rischi.

Può apparire assurdo occuparsene quando l’umanità deve affrontare questioni decisamente più urgenti, come l’emergenza climatica. Ma le due scelte non sono alternative, spiega l’Economist: attrezzarsi per gli eventi poco probabili di domani non esclude le urgenze di oggi.

Questo articolo è uscito sul numero 1365 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati