22 ottobre 2020 16:35

Chi vincerà le elezioni statunitensi del 3 novembre? Kyle Paoletta fa notare sulla Columbia Journalism Review che da mesi ogni singolo indicatore è favorevole a Joe Biden: nei sondaggi nazionali il vantaggio del candidato democratico non è mai stato così ampio e stabile dai tempi dell’elezione di Bill Clinton; Biden ha raccolto più soldi di Donald Trump; ha fatto più propaganda in più stati; e la strada verso i 270 grandi elettori necessari per vincere sembra abbastanza solida anche tenendo conto dei margini di errore.

Non significa che abbia la vittoria in tasca, ma sembra il favorito. Eppure il sorprendente risultato delle presidenziali del 2016 ha spinto i mezzi d’informazione a considerare la situazione di Biden più incerta di quanto forse non sia. E quindi a dare grande risalto agli scenari più improbabili, che comprendono colpi di stato, brogli di ogni tipo, interferenze cinesi o russe.

Nessuna di queste ipotesi può essere del tutto esclusa, ma parlarne con tanta insistenza mette in secondo piano gli aspetti meno eclatanti che segneranno le prossime elezioni. Per esempio, il fatto che ci saranno molti più voti postali e quindi potrebbe essere impossibile annunciare subito un vincitore. Gli scenari evocati dai mezzi d’informazione stanno preparando l’opinione pubblica a rispondere a un possibile risultato inizialmente incerto con un’esagerata diffidenza piuttosto che con pazienza.

La conseguenza è un’incertezza che genera altra incertezza, facendo apparire l’intero processo elettorale come un evento che può svolgersi in mille modi diversi, tanti quanti l’immaginazione di ognuno può concepirne. I giornalisti, scrive sempre Paoletta, hanno imparato la lezione del 2016, ma ora troppi di loro, invece di accettare che un episodio un po’ improbabile possa verificarsi occasionalmente, sembrano credere che tutto sia possibile in qualsiasi momento. Oscurando il fatto che alla fine il potere di determinare come si svolgeranno gli eventi è in mano agli elettori.

Questo articolo è uscito sul numero 1381 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati

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