15 gennaio 2021 14:26

Mario Lavagetto
Oltre le usate leggi. Una lettura del Decameron
Einaudi, 272 pagine, 28 euro

Poco più di un mese fa è morto Mario Lavagetto, critico letterario, studioso di Saba, Svevo, Proust e di altri romanzieri francesi. Conoscitore del canone freudiano, Lavagetto lo usava soprattutto per cercare in ogni testo quelle parti di racconto che l’autore aveva finito per non scrivere, per censurare: quel “rimosso” che, tuttavia, come avviene in ogni paziente sottoposto ad analisi, lascia tracce che permettono d’identificarlo. L’ultimo libro che ha pubblicato, un anno prima di morire, è questo affondo nel Decameron di Giovanni Boccaccio.

Grazie alla sua chiara e appassionante lettura, Lavagetto restituisce a questo testo tutto il suo carattere dirompente: tanto il presentarsi esplicitamente come “galeotto” (cioè mezzo perché gli uomini e ancora di più le donne possano imparare ad amarsi e a godere del proprio corpo), quanto l’essere una raccolta di racconti narrati principalmente da figure femminili. Si tratta di operazioni percepite come audacissime dallo stesso autore, che cercò di renderle accettabili attraverso vari espedienti, per primo quello di ambientare la vicenda durante una pandemia che aveva sovvertito l’ordine delle relazioni.

Di questa audacia la cultura italiana si rese conto fin dal principio, cercando in modi differenti di sublimare, censurare o depotenziare le straordinarie narrazioni boccacciane che invece, se lette con attenzione, riescono ancora a scuoterci.

Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati