23 giugno 2021 17:28

Andrea Augenti
Scavare nel passato
Carocci, 400 pagine,26 euro

“La storia non è poi la devastante ruspa che si dice”, scriveva Eugenio Montale. Qualcosa di simile accenna Andrea Augenti a metà di questo libro, quando spiega che nonostante le distruzioni anche volontarie, è molto ciò che del passato sopravvive. La ricerca archeologica infatti progredisce grazie a nuove tecnologie e soprattutto nuove domande. E di questa ricerca dà conto il volume attraverso la narrazione, riccamente illustrata, di una trentina di siti grandi come Angkor o piccoli come la tomba di Riccardo III ritrovata a Leicester nel 2012.

Ogni volta si racconta la “scoperta” anche grazie a citazioni che fanno parlare gli scopritori, personaggi spesso molto interessanti. Senza fermarsi qui, tuttavia, Augenti spiega il prosieguo dell’indagine: le correzioni, le ri-datazioni, gli ampliamenti e i cambiamenti della prospettiva. In questa irruzione del metodo al centro della scena sta la novità più interessante di questo libro appassionato, rispetto alla ricca letteratura divulgativa archeologica. Questa novità appare particolarmente visibile nella prima parte, che tratta dei princìpi della stratigrafia, della ricognizione e della classificazione, e nell’ultima, in cui tramite l’archeologia della spazzatura e quella delle migrazioni contemporanee si mostra come quello archeologico sia un metodo, solidamente fondato, con il quale capire in generale la realtà e il modo in cui cambia.

Questo articolo è uscito sul numero 1414 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati