07 luglio 2021 16:49

Gianni Sofri
L’anno mancante. Arsenio Frugoni nel 1944-45
Il Mulino, 144 pagine, 12 euro

Arsenio Frugoni è stato un grande storico del medioevo che nel suo saggio su Arnaldo da Brescia, pubblicato per la prima volta nel 1954, dimostrò la necessità di separare le fonti e di ricollocare ogni testimonianza nel suo contesto senza applicare un metodo combinatorio ingenuo e in ultima analisi falsante. Quel libro costituì un punto di riferimento per le generazioni seguenti, finendo per affermarsi come modello metodologico, ben oltre l’ambito della storia medievale.

Gianni Sofri, storico contemporaneista che con lui si formò nel dopoguerra alla Scuola normale superiore di Pisa, racconta gli anni della guerra e della repubblica di Salò, quando Frugoni, che aveva manifestato in vari modi la sua distanza dal regime fascista, si trovò sorprendentemente a frequentare Gargnano, sul lago di Garda, con l’incarico di insegnante d’italiano, a contatto con alcuni militari del comando di occupazione tedesco.
Raccogliendo fonti documentarie e testimonianze, e riuscendo a far luce su un periodo del quale negli anni successivi lo studioso non volle più parlare, Sofri finisce per ricostruire con lo stile di un’inchiesta avvincente la complessità delle relazioni che legavano alleati, partigiani, chiese, associazioni cattoliche e forze occupanti in una zona e in un momento delicatissimo. E, insieme, mostra la coerenza dell’impegno di uno studioso tanto schivo quanto originale.

Questo articolo è uscito sul numero 1416 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati