21 ottobre 2020 16:49

William T. Vollmann
I poveri
Minimum fax, 19 euro

Eliane Brum
Le vite che nessuno vede
Sellerio, 16 euro

È la noia che assale chi legge i romanzi stranieri o italiani – pochi generi e pochi modelli ribattuti all’infinito e con infinite pretese, ed editori che pubblicano tutto anche quando vendono niente (si chiama, pare, nuova economia) – a far cercare inchieste contemporanee (più che i saggi, per i quali vale il discorso di sopra, con l’aggravante della noia e della presunzione accademica). Si spera in storie più vere, dirette, e nella scoperta o nel confronto con mondi meno monotoni, più istruttivi.

Due libri recenti raccontano, per esempio, “i poveri” e sono opera dello yankee William T. Vollmann, buon autore, più noto di quanto non merita, una sorta di giro del mondo con macchina fotografica al fianco; e della brasiliana Eliane Brum più giovane di lui di sette anni, che s’accontenta di esplorare il suo paese scoprendovi storie “di confine” ma anche centrali di uguale disagio e simile disperazione.

Nessuno dei due è Kapuściński (più sincera ma meno navigata Brum) e sa davvero collegare il piccolo al grande, il locale al planetario, però entrambi costringono il lettore, tenendolo sveglio, al confronto con la realtà di una gran parte del pianeta, con un mondo di affamati e drop-out, di oppressi e scontenti, anche loro in attesa di un cambiamento (di una giustizia sociale) che quasi certamente non vedranno, e non vedremo.

Questo articolo è uscito sul numero 1380 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati