25 novembre 2020 17:34

Gianni Celati
Costumi degli italiani
Quodlibet, 256 pagine, 16 euro

Anche quando non si va d’accordo con le sue idee e i suoi tifosi (talora troppo forzosamente “semplici” per convincere), Celati è il più probo e generoso degli scrittori italiani di oggi, come narratore e come critico. Sulla seconda attività si veda, sempre da Quodlibet, Narrative in fuga, raccolta di saggi sugli scrittori che ha amato e studiato (Melville e Joyce, Céline e Beckett, Perec e Michaux e altri). C’incantarono a suo tempo La banda dei sospiri e Narratori delle pianure e ne ritroviamo la leggerezza in questo gruppo di racconti, ora in un solo volume. Sono scene della vita di provincia, di uno ieri vicino e pieno di vita assai diverso da quest’oggi angosciante, e ne è protagonista un giovane degli anni del boom che guarda al mondo circostante, al paese e ai suoi abitanti, con occhi curiosi, divertiti, affettuosi.

Quasi un’aggiunta all’insuperabile Libera nos a malo di Meneghello, ma con una tessitura più larga e un più scoperto o avvertito abbandono. Celati torna alla sua adolescenza come fosse quella del paese Italia, che aveva ripreso a respirare (per quanto?) dopo una dittatura e una guerra. Questo ritorno è necessario all’autore e più ancora al lettore per capire quanto siamo cambiati, non in meglio. Testimonianza ed eredità, un regalo che Celati ha fatto a tutti, e non solo ai suoi più spensierati seguaci.

Questo articolo è uscito sul numero 1385 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati