06 aprile 2021 16:20

Jorge Ibargüengoitia
Le morte
La Nuova frontiera, 173 pagine, 15 euro

Torna la traduzione dell’indimenticato Angelo Morino di un romanzo tipico dello scrittore messicano scomparso nel 1983 in un incidente aereo che fece morire nel cielo di Madrid alcuni dei maggiori intellettuali latinoamericani del tempo. L’autore fu una scoperta, tra gli altri, di Italo Calvino, grazie a L’attentato, del 1963, che, con Le folgori di agosto, impose un genere insolito: la ricostruzione (con i modi, alla lontana, dell’esperpento di Valle-Inclán) di fatti reali, storici o criminali, trattati con saggia distanza, con indignazione sconfortata ma quasi allegra, manipolando linguaggi giudiziari, burocratici, giornalistici.

Fatti veri, come questo di un bordello di provincia dove furono uccise delle prostitute in un intrico di più malaffari, sia istituzionali sia popolari. È anche un’inchiesta sui bordelli che ribalta La casa Tellier e tanto cinema, anche italiano e, per restare in Messico, un Buñuel minore o un Ripstein con una vena di umorismo spavaldo ma non cinico. Una provincia più trucida che cupa e una società ipocrita che l’autore irride e provoca, aprendo la strada ad autori meno sarcastici di lui, e anche a Bolaño. Arrivando a dire il vero per vie non sentimentali e con un impasto di lucidità e distante pietà. E avvincendo il lettore, come di dovere viste le sue provocatorie ambizioni .

Questo articolo è uscito sul numero 1403 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati