14 giugno 2021 17:02

Walter Van Tilburg Clark
Alba fatale
Minimum fax, 308 pagine,17 euro

L’autore (1909-1971) ha dato al disprezzato e secondario genere western due grandi romanzi, questo e The track of the cat, che tornerà per lo stesso editore. Due libri che hanno dato vita a loro volta a due grandi film, diretti entrambi da William A. Wellman: Alba fatale (1943) e il quasi sperimentale e a colori e “melvilliano” La belva (1954), esempi innovativi di “western maggiorenne” (Bazin). Un terzo western di Wellman è memorabile, Cielo giallo, che si disse ispirato a La tempesta, come il libro di Clark La città delle foglie tremanti (Einaudi), che parlava di provincia – sempre il suo Nevada – e delle scelte che preludono alla vita adulta. Uno scrittore minore? Averne!

La forza e tensione della narrazione derivano anche dal fine dell’autore: affrontare di petto uno dei ripetuti orrori della società americana, la pratica del linciaggio, non solo nel “selvaggio west”. Tre vagabondi sono accusati di aver rubato bestiame e di omicidio, e linciati dai bravi cittadini, difesi inutilmente da qualche cowboy. Si saprà troppo tardi della loro innocenza. Nel cinema, Alba fatale dette inizio alla grande stagione di un nuovo western; in letteratura un genere affidato a (bravi) scrittori dozzinali trovò la sua dignità e la sua consacrazione. Anche la complessa epopea del west ha avuto chi ha saputo narrarla, fuori e dentro il suo mito.

Questo articolo è uscito sul numero 1413 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati