Tre buoni propositi per il nuovo anno che vale la pena fare

03 gennaio 2015 18:23

Mi sono reso conto che, nonostante la mia lunga campagna contro di loro, fare buoni propositi per il nuovo anno non è poi così sbagliato. Anche se i grandi progetti possono rivelarsi disastrosi, anche se siamo una frana nel prevedere quello che ci renderà più felici, ogni anno abbiamo comunque voglia di ricominciare da capo. Ammetto la mia sconfitta.

Volete qualche suggerimento per i vostri buoni propositi? In base agli studi e ai libri più convincenti che ho letto quest’anno, ecco tre cose da fare immediatamente. Non perdete tempo a cercare di convincervi che non sono adatte a voi. Fatele e basta. Ci siamo capiti? Bene.

Prima di tutto, cominciate a meditare. Probabilmente avrete sentito parlare di qualcuno degli innumerevoli studi condotti nel 2014 sulla differenza che fa ascoltare il proprio respiro per qualche minuto al giorno. La meditazione potrebbe rendervi più felici, più creativi, meno ansiosi, e perfino meno razzisti. Può anche darsi che riduca l’artrite, rallenti l’insorgere dell’Alzheimer, aumenti la vostra capacità di apprendere e riduca i sintomi del raffreddore. (I tipi spirituali potrebbero obiettare che non è questo lo “scopo” della meditazione, ma sono effetti collaterali da non disdegnare).

Non avete tempo? Provate con cinque minuti al giorno. “Non sapete meditare”? Non fa niente, anche se in quei minuti vi distraete va bene lo stesso, anzi accorgervi che vi state distraendo fa parte del processo. Siete troppo attaccati al vostro ateismo o al vostro razionalismo per lasciarvi coinvolgere in qualcosa che puzza di New Age? Non me ne potrebbe importare di meno. Troverete le istruzioni su spiritrock.org. E non serve neanche un cuscino. Basta una sedia. Ce l’avrete una sedia, no?

In secondo luogo, scegliete qualcosa a cui rinunciare a partire da quest’anno. Non mi riferisco a una pessima abitudine come farvi di eroina o mettervi le dita nel naso, intendo dire qualcosa che varrebbe la pena fare ma per la quale, sinceramente, non avete tempo. Nella nostra impegnatissima epoca, c’è un numero infinito di cose che in teoria si potrebbero fare: leggere tutte le email che ci arrivano, iscriverci a un’associazione, diventare persone, genitori o impiegati migliori. E ci comportiamo come se fosse possibile “fare tutto”. Ma non è vero. Quindi la cosa migliore è decidere strategicamente quello a cui si vuole rinunciare. (Un sistema potrebbe essere quello di stilare l’elenco dei dieci ruoli più importanti che svolgete nella vostra vita, e rinunciare almeno agli ultimi due).

Lasciate perdere il gruppo di lettura; smettete di sforzarvi di trovare un giorno per vedere quell’amico tanto occupato; accettate l’idea che non sarete mai dei grandi cuochi. Non perché queste cose siano sbagliate, ma perché è l’unico modo per fare meglio le altre.

Terzo, e scusate se suona come il Pensiero del giorno della Bbc, decidete di essere meno severi con tutti, compresi voi stessi. Questa è la conclusione più importante degli studi di psicologia sociale: siamo tutti estremamente imperfetti, quando siamo stressati tendiamo a prendere decisioni sbagliate, gli impegni eccessivi o la povertà riducono la nostra “larghezza di banda cognitiva”.

Di solito giustifichiamo i nostri comportamenti sbagliati dicendo che sono dovuti a circostanze particolari, mentre attribuiamo quelli degli altri a una cattiveria di fondo. Oppure ci tormentiamo al pensiero di quanto siano perfetti tutti gli altri, solo perché non possiamo sentire i loro monologhi interiori e i loro dubbi. Perciò rilassatevi, tranne per questi tre buoni propositi, che dovete assolutamente rispettare. Buon anno nuovo!

(Traduzione di Bruna Tortorella)

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