Spesso descritta come una grande città di provincia addormentata – cosa non del tutto falsa – Roma ritrova per qualche giorno il suo ruolo di capitale.
Infatti tra le centinaia di elezioni locali che si svolgono domenica 26 e lunedì 27 maggio, quella della città eterna rappresenta un vero e proprio test nazionale, nonostante ogni formazione politica si sia affrettata a sostenere il contrario. A Roma si affronteranno 19 candidati sostenuti da una quarantina di partiti, tra cui Casa Pound, un centro sociale di estrema destra. La prima conseguenza di questa contesa democratica sono le dimensioni della scheda elettorale che i romani dovranno infilare nell’urna: 120 centimetri di lunghezza.
Tra tutti i candidati si distinguono quattro nomi: il sindaco uscente, il postfascista Gianni Alemanno sostenuto dal Popolo della libertà (Pdl) di Silvio Berlusconi; il suo sfidante del Partito democratico (Pd), il chirurgo Ignazio Marino che ha il grave torto di essere genovese; l’avvocato Marcello De Vito per il Movimento 5 stelle e, infine, Alfio Marchini, erede di una potente famiglia di costruttori romani a capo di una lista civica. I due primi nomi dovrebbero ritrovarsi la settimana prossima al secondo turno. Secondo molti giornalisti italiani questa campagna elettorale è stata la più noiosa del secolo. Anche se il secolo è ancora giovane.
Venerdì 24 maggio i quattro candidati hanno finito la loro campagna elettorale ai quattro angoli della città: piazza del Popolo per De Vito, che ha ricevuto il sostegno di Beppe Grillo in persona; piazza San Giovanni per Ignazio Marino; l’arco di Costantino per Gianni Alemanno accompagnato da Berlusconi; e il parco Schuster per Marchini, che ha aperto il suo comizio con un concerto del popolare cantante romano Antonello Venditti.
Ma nonostante la presenza di tutte queste personalità nessuno di questi incontri ha raccolto una grande folla. E se Grillo ha riunito 10mila persone (quasi nulla rispetto alle 200mila che hanno assistito al suo ultimo comizio elettorale tre mesi fa a Roma), Berlusconi ha terminato il suo discorso davanti a 1.500 persone prima di partire per il Mar Nero per consolarsi dell’insuccesso con l’amico Putin.
Si dice che la colpa sia stata del cattivo tempo (in questi giorni a Roma fa un freddo cane), dello sciopero dei trasporti pubblici e della finale di coppa Italia di domenica allo stadio Olimpico tra la Roma di Francesco Totti e la Lazio di Miroslav Klose (l’obiettivo è un posto per il vincitore nell’Europa League). Ma un’altra spiegazione plausibile è che i romani siano stanchi di questi duelli politici a ripetizione. Tanto più che l’ultimo – se si ricorda bene – si è risolto in un nulla di fatto. Il tasso di astensione sarà un indicatore del loro ottimismo.
Nonostante questo sordo malessere e questa frustrazione, queste 560 elezioni locali (sette milioni di italiani sono chiamati alle urne) sono un banco di prova per i partiti. Per il Pdl che vuole confermare i sondaggi che ne fanno di nuovo la prima formazione della penisola nonostante le vicende giudiziarie del suo presidente-fondatore; per il Pd che fa fatica a rimettersi dalla sua “non vittoria” di febbraio e che ha appena nominato Guglielmo Epifani, il suo quarto segretario generale in sei anni.
Ma la cosa più interessante sarà il risultato del Movimento 5 stelle, tre mesi dopo il suo trionfo. Sarà in grado di bissare il suo successo? Gli elettori continueranno a riporre le loro speranze in una formazione che dopo la sua entrata nelle istituzioni ha fatto parlare di sé soprattutto per le sue divisioni e discussioni (note spesa, rapporti con la stampa e così via)? Il suo discorso contro la “casta” è ancora popolare adesso che il governo Letta ha fatto sue alcune proposte di Grillo come la fine del finanziamento pubblico per i partiti politici?
L’ex comico, che crede nella sua stella, annuncia che le prossime elezioni politiche saranno tra lui e Berlusconi, prima però dovrà sostenere l’esame di questo fine settimana.
(Traduzione di Andrea De Ritis)
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it