Hotline zufolo

30 maggio 2018 17:59

1. Fatoumata Diawara, Negue negue
In un mondo popolato da sette miliardi di persone, un miliardo sono migranti, sottolinea il video della canzone Nterini, pezzo apripista del nuovo album Fenfo. Lei appare, testimonia sofferenza e speranza. Difficile immaginare che una canzone in lingua bambara possa avere appeal universale, ma questa cantante del Mali è una nuova voce africana nel mondo. Forse potrebbe cercare una vena più internazionale. Ma qui, circondata da grandi strumentisti, spazia tra stili afro con orgoglio, senza tanti ammiccamenti agli occidentali.


2. Judith Owen, Hotline bling
Prendi una serenata billionaire in tuta di acetato e trattala bene: costringila in tubino nero, adornala di tocchi di pianoforte e anima che manco sapeva di avere. La cantante gallese Judith Owen, voce bianca ma bluesy, nel nuovo album RedisCOVERed questo fa: pettina canzoni in souplesse. Può anche peccare di eccesso di confidenza (Smoke on the water senza il riff è come una carbonara con il tofu al posto del guanciale) ma ne azzecca tante, da Hot stuff di Donna Summer rifatto latin jazz a Shape of you di Ed Sheeran con un groove di tam tam.


3. Elena Somarè, Gracias a la vida
C’è chi brontola e dice che è musica decorativa. Ma chi se ne infischia. Il fischio melodico è arte, ed Elena Somarè ne è campionessa. Si nutre di melodie latinoamericane per Aliento, un album che spazia dall’Avana a Buenos Aires con gli arrangiamenti delicati del polistrumentista Lincoln Almada. E in scaletta ci sono Libertango e l’inevitabile Todo cambia, una jazzata Manhã de Carnaval in omaggio al Brasile e altre perline rispolverate. Ma alla fine, sì, Gracias a la vida. Per tutte queste canzoni super da far zufolare la gente, ognuno come gli pare.


Questa rubrica è uscita il 25 maggio 2018 nel numero 1257 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati

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