Vita agritour

04 luglio 2018 18:58

1. Secondamarea, Via dell’orto
Via da cumuli cementi parenti grattacieli e grattacapi. Corri tra i biancospini, respira il profumo dei tronchi lungo la via dell’orto. È un allettante rondò bucolico, anche per chi non sa cosa sia l’erba di San Giovanni, imperniato sul contrasto tra erba e cemento come in una via Gluck al contrario. Lungo tutto l’album Slow, il duo formato da Ilaria Becchino e Andrea Viscaro, trentenni esiliati all’isola del Giglio, esprime un proprio penchant pastorale. E perfino il loro tour, che si svolge tra cascine e case di campagna centro-italiane, si chiama Agritour.


2. Cri + Sara Fou, Ciliegio
Come si farà a fermare il tempo, tra case che scricchiolano, brezza che spazza, brina che si poggia tra i rami di ciliegio? Radici e violini e una voce limpida intrecciano memorie e nostalgia in una ballata rotonda, aperta alla natura e al dubbio: come fare? Boh, intanto rifugiamoci nell’oasi unplugged dell’album Non siamo mai stati. Scolpito nel legno sotto la guida artigiana di Paolo Enrico Archetti Maestri (Yo Yo Mundi), che nel pezzo L’ennesima canzone sul tempo subentra come un ideologo per celebrare “la frenesia della primavera” prima di “svanire sul serio”.


3. James Senese, Campagna
La campagna come campo di battaglia, i braccianti a San Nicola, un fiasco di vino per sgobbare la giornata. Questo è, e se qualcuno vi dice altrimenti sono i soliti padroni con i loro vezzi. Il pezzo vintage 1975 viene dal magistrale album d’esordio dei Napoli Centrale di Senese, sontuoso jazz-rock ’ngazzate nire alla Weather Report ma diretto a temi sociali. Per riscoprirlo, riproposto live con il piano elettrico di Ernesto Vitolo, ecco l’album Aspettanno ’o tiempo, nuovo mix di cose live e inediti, con la firma del grande capo della tribù dei neri a metà.


Questa rubrica è uscita il 29 giugno 2018 nel numero 1262 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati

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