Exotica Tubinga

18 luglio 2018 18:03

1. Fantastic Negrito, Bad guy necessity
Abbiamo tutti bisogno di un cattivo per i film delle nostre vite: tanto vale adottarne uno che assicuri anche una colonna sonora black roots, sfiziosa come una camminata di Chuck Berry, riff di chitarre levigate dai venti di Chicago, e tanto disperato blues cavato da una laringe a rischio. Il tocco viscerale e mai vecchio di questo provvidenziale blues-man di energia comparabile al primo Lenny Kravitz (meno figo, più radical) si conferma nell’album Please don’t be dead, tra le cose più vitali, a dispetto della copertina da obitorio, che sia dato ascoltare. Amen.


2. Maike Zazie, Mädchen vom anderen stern
E abbiamo tutti bisogno di un’eterea fanciulla berlinese che sfiora il pianoforte declamando sogni? Vabbè tutti tutti no: ma gli animi più sensibili e certi allievi del Goethe Institut apprezzeranno questa ragazza che nel primo “singolo” di nove minuti tratto dall’album Fragmente medita come una piccola principessa della stella accanto. Se un pianoforte è lucidato, ci si può specchiare dentro. Nella lucida follia declamatoria di questa allieva dell’università di Berlino, Tubinga e Uppsala ci si può anche perdere, casomai.


3. Polo & Pan, Canopée (Superorganism remix)
E non abbiamo tutti forse bisogno di due fantasisti francesi, due Bouvard e Pécuchet in grado di servire come pastis pezzi di exotica intelligente, tormentoni estivi che sembrano le suonerie dei prossimi smart phon con cui ci asciugheremo i capelli? L’album Caravelle è un caicco per una traversata nelle Cicladi dei sensi, e l’intervento in remix sul primo singolo lo imbottiglia in un sottomarino che pesca negli stessi abissi tra Underwater love e nostalgia di Le avventure acquatiche di Steve Zissou, come se fosse stato un buon film.


Questa rubrica è uscita il 13 luglio 2018 nel numero 1264 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati

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