Funky provincia

08 novembre 2018 16:23

1. Gecko Turner, Un limón en la cabeza
Perché questo pezzo del 2003 non sia un tormentone tipo La flaca in quei bar dove trottano i Caracas mule e la scorza di lime lo sa il demonio. Così come non depone a favore del pianeta funky il fatto che questo spagnolo, che come il suo ultimo antologico album si fa chiamare Soniquete, sia meno noto di quanto dovrebbe. Quanta fantasia, descarga caraibica, groove afrocuban brasileiro ci vorrà? Lui ci mette pure un quid d’invenzione linguistica. Gli si vuole bene a uno così, che riporta i Tropici alla mente ingannando la pioggia.


2. Costiera, Mai stati in serie A
Senza università. “Senza i locali giusti, tutta periferia, senza la Feltrinelli, portami via”. Malinconia elettronica di provincia, pomeriggi fuori stagione a Cava de’ Tirreni e il miraggio di arrivare fino a Chiaia, tra tv che blaterano della Salernitana e un lungomare in cui ristagnano i neon. Campi di Campania, sintetizzatori dance al sapore di italo dance anni ottanta, un album, La rincorsa, in arrivo a novembre. Tutto fatto da Francesco, Rocco e Alfonso, che insieme si fanno chiamare come quell’area da cui gli piace immaginarsi in fuga.


3. Funk Rimini, Senza delay
Altra provincia italica, altro funk un po’ rétro futuribile, con quel gancio di doppio senso tra sound e sentimento, con quell’andamento sornione che già fu degli Stereo MCs. E in effetti loro fanno collettivo, riempiono una Multipla di Moog e altre tastiere, campionatori e turntables, vinili da collezione di groove rari, e girano tutto l’emisfero clubland, nell’album Flowsane, come un altro volume di club classics e di funambolismi sonori per fare la figura dei veri professional decisi a proporsi sulla ribalta internazionale, ben al di là dei soliti ritrovi romagnoli.

Questo articolo è uscito il 1 novembre 2018 nel numero 1280 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero| Abbonati

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