Rewilding femminile

29 maggio 2019 18:13

1. Pjp pijamaparty, Planet
Dalla “Wildelsa”, pianeta perduto tra Firenze e Siena, ragazzi scimmia nati a cavallo del 1990 e cresciuti in tute di pile come Avengers della monotonia: rollano funky, reggae, hip hop, elektrodub in performance/feste punkaddance. Sono $ilvia, voce di bambina pestifera, agronoma biotecnologa, pollice verde, paroliera leader viaggiatrice; CumZ (bassista), Hanif (chitarra, ingegneria meccanica), la Vic (tastierista, grafica, produttrice) e Mug (batteria, busker). Il loro album Ca$h machine è un gettone per autoscontri tra sogni e provincia.


2. Angélique Kidjo, La vida es un carnaval
È sempre bello ripeterselo la vida es una hermosura hay que vivirla (“la vita è bella”, ma detto con poesia). L’originale, del 1998, è l’ultimo grande pezzo dalla diva cubana del salsa Celia Cruz, la cui voce molti anni prima già aveva ispirato una bambina del Benin diventata poi una star del crossover afrocentrico. Kidjo, cantantessa ormai in piena maturità, dedica il nuovo album Celia al rewilding africano di canzoni della sua ispiratrice: jazz etiope o afrobeat ma radici africane in primo piano. Un ritorno alle origini che sa di riconquista.


3. The National, Roman holiday
Insolito, questo I am easy to find: nuovo album di una delle ultime rockband americane decenti rimaste in circolazione, navigatori di ennui dal post-2001 a oggi. Molte grazie al mormorio sexy esistenzialista del cantante Matt Berninger, che però qui spartisce il microfono (e l’identità del gruppo, con Alicia Vikander in cover e nel video) con una serie di presenze femminili, che vanno da Gail Ann Dorsey (bassista di David Bowie) a Carin Besser, coniuge e coautrice fissa, ad altre voci che danno vita a un album aperto, sottilmente antipatriarcale.

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