Bella zombie

05 giugno 2019 15:43

1. Taron Egerton, Your song
Un titolo universale – anche se su Spotify il risultato top è una sciapa cosina pop di Rita Ora – per una ballata da brividi del 1970: musica di Elton John e parole di Bernie Taupin, reinterpretata qua e là negli anni (il migliore è stato Al Jarreau). Ricomparsa, adesso, in una delle sequenze più riuscite del film Rocketman, muesli di musical, biopic, piume di struzzo, pippate di coca e storia pop. La buona notizia è che l’interprete di Elton sa cantare discretamente, e senza strafare rifà (sotto la direzione di Giles Martin) i classici di una colonna sonora da salvare.


2. Los3saltos, Vulcano
Tutto torna, specie i ritmi latineggianti a giugno, e a volte le sonorità sudamericane tornano anche da Roma. Dalla capitale proviene questa band capace di mettere assieme tre uomini, tre donne, tre zompi e una cumbia zombie per dire che tutti ormai sembriamo morti viventi con lo smart(?)phone. Prodotto dalla Tempesta con la mano fatata di FiloQ, l’album Cumbia park va oltre, e alterna il folk di flauti andini e percussioni imbizzarrite con il controllo dei bassi, la dance e il dub della abuelita. Da far ascoltare a chi disprezza i balletti latino-balneari.


3. Daniele Di Bonaventura Band’Union, Bella ciao
A volte tornano pure troppo, e questo canto della resistenza, seppure mai intempestivo, sta diventando una cosa fin troppo yeyé, superficiale stenografia di generica ribellione come nel serial cialtroncello La casa di carta, dove diventa marcetta motivazionale per una banda di rapinatori. Allora viva la versione del pianista/bandeonista Di Bonaventura, che restituisce al canto partigiano il giusto piglio austero da orfano dell’internazionale socialista. Buono anche come musica da riposo, che poi la mattina bisogna svegliarsi.


Questo articolo è uscito sul numero 1309 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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Guido Vitiello
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