26 aprile 2022 09:43

La foto è storica: al centro il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, vestito con la sua classica camicia verde militare e l’aria seria. Alla sua destra e alla sua sinistra il capo della diplomazia e quello della difesa degli Stati Uniti, Antony Blinken e Lloyd Austin, sorridenti e con i colletti sbottonati. Dopo la fine della guerra fredda non era mai accaduto che due funzionari statunitensi di così alto livello si facessero fotografare con il capo di un paese aggredito dalla Russia. Il messaggio, senza alcuna ambiguità, è rivolto a Vladimir Putin.

Il gesto non è solo simbolico, ma coincide con un’impennata negli annunci di consegne di armi statunitensi all’Ucraina, senza più alcuna cura per le apparenze. Secondo Washington le armi cominciano già ad arrivare e i futuri operatori stanno seguendo corsi di formazione nei paesi vicini.

Ma soprattutto va registrata una frase pronunciata da Austin dopo la sua visita a Kiev: “Vogliamo vedere la Russia indebolita e incapace di condurre il tipo di azione che ha lanciato contro l’Ucraina”. Una simile presa di posizione era impensabile fino a due mesi fa, quando ancora Joe Biden prendeva ogni precauzione per non provocare la Russia.

Un altro scenario
Innegabilmente i successi ucraini che hanno costretto l’esercito russo a ritirarsi dalla regione di Kiev hanno reso gli americani più audaci. Il massacro di Buča, l’assedio di Mariupol e l’intransigenza di Putin hanno fatto il resto.

Il 22 aprile, rispondendo alle mie domande sulla radio pubblica France Inter, il presidente francese Emmanuel Macron ha ammesso che il suo dialogo con Putin si è interrotto per mancanza di risultati. Macron ha riferito che il presidente russo non ha più proferito parola da settimane, ma ha comunque difeso l’idea di mantenere aperto un canale di discussione in vista del giorno in cui un negoziato sarà possibile.

Cosa si intende per sconfitta della Russia? Nessuno ha realmente definito i contorni di una vittoria o una sconfitta

Tuttavia alcuni paesi occidentali hanno ormai un altro scenario in mente, quello di una sconfitta militare della Russia. Fino a poche settimane fa nessuno ci avrebbe scommesso. Da questo cambiamento deriva il crescendo nel tipo di armi inviate, anche dalla Francia, che ha fatto sapere di aver consegnato all’Ucraina il suo discusso cannone César da 155 mm, con un raggio tra 40 e 50 chilometri.
Ma cosa si intende per sconfitta della Russia? Nessuno ha realmente definito i contorni di quella che sarebbe considerata una vittoria o una sconfitta. Zelenskyj vi ha accennato quando ha ipotizzato di riconquistare i territori persi dopo il 24 febbraio, lasciando però da parte le due repubbliche separatiste e la Crimea annessa dalla Russia.

Ora la frase di Austin ha alzato la posta rispetto alla Russia. L’aspetto più sorprendente è che questo inasprimento dei toni sia stato manifestato pubblicamente. È evidente come non ci sia più traccia della prudenza mostrata in passato da Biden, che non voleva rischiare uno scontro con una potenza nucleare.

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Il 22 aprile Emmanuel Macron si è rifiutato di valutare una soluzione militare, sottolineando che questo “significherebbe prendere l’esplicita decisione di scatenare una nuova guerra mondiale”.

Evidentemente è necessario uniformare l’impegno occidentale al di là dell’intesa globale sul sostegno garantito all’Ucraina, e c’è bisogno anche di spiegazioni pubbliche sugli obiettivi e i limiti della partecipazione a questo conflitto.

(Traduzione di Andrea Sparacino)