Vendetta porno

06 febbraio 2015 17:47

Sono un maschio bisessuale poco più che ventenne, fino a poco tempo fa non dichiarato. Ho cominciato a esplorare la mia sessualità da un anno, e non volevo mettermi addosso un’etichetta, né scoperchiare un vaso di Pandora nel sud oppressivo degli Stati Uniti prima di sapere chi ero. Esplorando, ho scoperto di avere alcune fantasie, e ho cominciato a metterle in pratica, per capire cosa mi piaceva e cosa no.

Forse mi sono fidato troppo, perché a una persona con la quale ho interagito non sono proprio andato giù. Questa persona si è presa la briga di trovare tutte le informazioni reperibili sul mio conto, dalle fantasie sessuali al lavoro ad altri aspetti della mia vita, e raccoglierle su un sito internet. Ha poi spedito il link a diversi miei amici e familiari, senza mai dare una spiegazione del perché lo avesse fatto.

La mia famiglia mi è stata molto vicina, e i pochi amici intimi con cui ho parlato si sono comportati benissimo. Ma come parlarne con gli altri amici quando li vedrò? Ormai la mia vita è in piazza. Sto facendo del mio meglio per accettare la cosa e star bene con me stesso, ma è difficile. Per me sono persone intime e la loro amicizia è importante. Non credo di essergli scaduto, ma mi mette a disagio il pensiero che abbiano visto una parte di me che stavo cercando di tenere un minimo separata dal resto. Come affrontare la situazione senza renderla ancor più difficile e imbarazzante?

– Outed And Unsure

Hai poco più di vent’anni, OAU, il che significa che tanto, tanto tempo fa – nel 1998 – dovevi averne 7 o 8. Perciò vorrei innanzitutto che tu, prima ancora di parlare di quel che è successo con chicchessia, cercassi su Google “Bill e Monica”, e leggessi i primi articoli che ti escono.

Ecco la lezione della storia di Bill e Monica: un procuratore indipendente fuori controllo, nominato per indagare sul suicidio di un consigliere della Casa Bianca, finì per “smascherare” alcuni pompini fatti al presidente Bill Clinton da una stagista della Casa Bianca. Uno sbilanciamento di potere problematico, certo, ma pur sempre una faccenda fra adulti consenzienti.

Quando la cosa divenne pubblica, politici, opinionisti e comitati editoriali chiesero le dimissioni di Clinton, perché il popolo americano – dicevano – aveva perso il rispetto per lui. Mica poteva governare, dopo i pompini, le leccate di culo, i sigari, le macchie di sperma e le smentite (“Non ho avuto rapporti sessuali con quella donna”). Clinton rifiutò di dimettersi e finì incriminato da un parlamento a maggioranza repubblicana fuori controllo. (Perdonate la ridondanza: un parlamento a maggioranza repubblicana è un parlamento fuori controllo, e un parlamento fuori controllo è un parlamento a maggioranza repubblicana).

Ma sai una cosa? Il popolo americano non ce l’aveva per niente con Clinton, il cui consenso schizzò infatti alle stelle. La gente vide quel che gli stavano facendo – un procuratore con facoltà di citare in giudizio e budget illimitato chiedeva a Clinton di parlare sotto giuramento della sua vita sessuale – e pensò: “Cristo, vedersi invadere la privacy così è uno schifo”. La gente era solidale con Clinton, non con il procuratore, né con quel parlamento a maggioranza repubblicana.

Ti garantisco una cosa, OAU: chiunque faccia parte della tua vita e abbia visto il sito dove quel pezzo di merda ha reso pubblici i tuoi comportamenti privati e consensuali – chiunque meriti di rimanere nella tua vita – avrà avuto la stessa reazione del popolo americano davanti all’impeachment di William Jefferson Clinton: “Cristo, vedersi invadere la privacy così è uno schifo”. Queste persone saranno solidali con te.

Come fare quindi ad affrontare la situazione senza renderla ancor più difficile e imbarazzante di quanto già non sia? Ammettendo le difficoltà e lo sconforto (D&S), e al tempo stesso deviando sottilmente l’attenzione sul fatto che i D&S di cui sopra non sono responsabilità tua.


I discorsi che farai con gli amici devono partire da questa premessa: sei stato vittima di uno stronzo e come te anche loro. Allenati a dire quanto segue: “Tu sai più cose sulla mia vita privata di quante ne avresti volute sapere. Io adesso relegherò questa cosa in un angolo della memoria, e fingerò che non sia mai successa. Spero che tu farai altrettanto”.

Ti conviene anche mandare a memoria e improvvisare sulle seguenti perle di saggezza di altre due persone che hanno subito trattamenti simili: “Ho cominciato a dire delle scuse, ma non ho davvero nulla di cui scusarmi”. – Jennifer Lawrence.

“Il vero problema non è che io abbia spedito le mie foto a una persona, ma che le abbia spedite alla persona SBAGLIATA. La vera assurdità è la fiducia malriposta”. – Dylan Sprouse.


Anche tu ti sei fidato della persona sbagliata, OAU, e anche tu non hai nulla di cui scusarti. Guarda la gente dritto negli occhi, quando gliene parli – quando gliene parli brevemente – dopodiché cambia discorso.


Ultima cosa: verifica se nello stato in cui vivi esistono leggi contro il cosiddetto revenge porn, le vendette a colpi di materiali pornografici. Se esistono, trovati un avvocato, chiama la polizia e sporgi denuncia.

(Traduzione di Matteo Colombo)

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