Incontro

06 novembre 2019 17:20

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono maschio. Una mia cara amica è stata violentata da un vecchio conoscente. Lo conoscevo quando eravamo ragazzi, poi crescendo ci siamo allontanati, come succede. Insomma, qualche anno fa ha violentato la mia amica mentre questa aveva perso i sensi per l’alcol. Più di questo non so. Lei lo considera un rapporto “non del tutto consensuale” e mi ha confidato che lui, quando lei ha tentato di parlargliene, non ha reagito bene. Non è una cosa di cui la mia amica “parli”. I pensieri che ora faccio su questo tizio sono abbastanza brutti. Si è da poco ritrasferito in città, lo vedo in giro. Alcuni cari amici che sono rimasti in contatto con lui lo invitano agli eventi. Io non so che dire né come comportarmi. Non voglio parlare con lui né essergli amico. Vorrei raccontare tutto agli altri amici per non essere costretto a vederlo, ma non posso perché non è una storia che spetta a me raccontare. Preferisco semplicemente non andare dove c’è lui. Senza una spiegazione, però, dubito che gli altri capiscano, e ho la sensazione di abbandonarli nelle mani di uno che ha aggredito una cara amica. Una volta ho chiesto a una persona di non invitarlo, altrimenti non sarei andato. Lei è rimasta perplessa e io mi sono sentito a disagio. Cosa devo dire ai miei amici di questo tizio? Come faccio a tenerlo fuori dalla mia vita?

– Angry Confidant

“Chuck non mi sta simpatico e ti sarei grato se non lo invitassi alla festa/allo spettacolo/alla circoncisione/quel che è”.

“Perché, avete litigato?”.

“Ci conosciamo da tanto tempo e preferisco non parlarne. Ma è meglio che non ci troviamo nello stesso posto”.

È il massimo che puoi fare senza smascherare la tua amica – senza rivelare cose che non spetta a te raccontare – ed è probabile che come richiesta lasci i tuoi amici perplessi , AC, ma di questo dovrai farti una ragione. Puoi magari aggiungere un commento vago omettendo elementi rivelatori (“Ha fatto una bastardata a un’amica”), ma qualsiasi dettaglio, pur vago, può provocare domande a cui non puoi o saresti tentato di rispondere. Peggio ancora, può spingere a fare domande a “Chuck”, il quale sarà libero di mentire, minimizzare o manipolare.

L’unico altro consiglio che posso darti è di lasciar decidere alla tua amica. Definisci ciò che hai scoperto essere accaduto tra lei e Chuck come uno stupro, mentre lei ne parla come di un rapporto “non del tutto consensuale”, che è un po’ più ambiguo. E così come non ti spetta raccontare un’esperienza altrui, AC, allo stesso modo non sta a te definirla. Se la tua amica non definisce quanto successo come stupro – indipendentemente dalle sue ragioni – tu devi rispettarla. E anche lei vuole che Chuck venga escluso dagli eventi organizzati da amici comuni, oppure riesce a sopportarne la presenza? Nel secondo caso, tu devi fare lo stesso. Se per lei trovare Chuck a una festa non è un problema, è possibile che opporti alla sua presenza sia superfluo.

Se temi che la tua amica tolleri la presenza di Chuck per evitare conflitti, e che trovarsi nello stesso spazio con lui la turbi sinceramente (o che l’idea di ritrovarcisi le faccia evitare gli spazi in questione), parlane con lei faccia a faccia, e stabilisci – partendo da ciò che prova e ti chiede lei – se c’è qualcosa, e cosa, che tu possa fare per sostenerla in modo efficace, senza salire sul cavallo bianco né mettere te stesso e ciò che provi al centro di questa cosa non del tutto consensuale, e probabilmente prossima allo stupro, che Chuck le ha fatto.

È davvero un peccato che Chuck abbia reagito male quando la tua amica ha cercato di parlargli. Se in generale è una persona a posto, ma da ubriaca fatica a decifrare i segnali delle persone, qualcuno deve dirgli che deve bere meno o non bere affatto. Se è un pezzo di merda che si approfitta delle persone quando sono ubriache, deve sapere che i suoi comportamenti possono avere conseguenze penali. Il feedback che la tua amica gli offriva – quel tentativo di metterlo davanti alle sue responsabilità – avrebbe potuto evitargli di ripetere stronzate del genere (se è un tipo a posto ma un po’ ottuso) o di approfittarsi nuovamente di una persona (se è un pezzo di merda con l’animo da stupratore). Questo se avesse voluto ascoltare, ma non ha voluto. E siccome non ha voluto ascoltare… sì, punterei i miei soldi più su “pezzo di merda stupratore”che “tipo posto ma ottuso”.

(Illustrazione di Francesca Ghermandi)

Sono un eterosessuale single. Qualche giorno fa un’amica, sposata da vent’anni, mi ha detto che con suo marito non fanno sesso da sei. I figli, lo stress, etc. Le ho proposto di fare sesso con me, ma solo se il marito è d’accordo. Io, se fossi il marito, vorrei sapere. Ma mi sembra poco probabile che suo marito approvi il nostro incontro coitale. Ho sbagliato?

– Married Asshole Refuses Intercourse To Affectionate Lady

Se alla tua amica cercare sesso extraconiugale con discrezione aiuta a rimanere sposata e sana di mente, e se non si fa beccare, e se l’intesa sessuale con suo marito dovesse ravvivarsi quando i figli saranno più grandi – sono tanti “se”, me ne rendo conto – allora le condizioni che hai creato potrebbero far sì che la tua amica e il marito divorzino presto, precludendo così la possibilità che la loro intesa sessuale si ravvivi in seguito (ma senza dare per scontato che un matrimonio, per essere sano e basato sull’amore, debba per forza contenere il sesso. I matrimoni amicali sono perfettamente legittimi). Ciò detto, la tua amica è libera di scoparsi un altro, se le tue condizioni non le garbano. Infine, MARITAL, a meno tu non stia cercando il nome per una cover band dei My Chemical Romance, davvero non c’è bisogno di usare espressioni come “il nostro incontro coitale”.

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Sono un 45enne eterosessuale. Bell’uomo. Tre lauree e una condanna penale. Due divorzi. Avendo avuto alcune relazioni intense con donne conosciute per caso – una era venuta a bussare per chiedermi un uovo – so che dal vivo posso fare colpo. Ma le conoscenze online per me non funzionano, perché sono alto solo un metro e settanta. La maggior parte delle donne, sui siti d’incontri, imposta dei filtri basati sulla statura. L’altro problema è che sono gravemente depresso. Sulla depressione sto cercando di lavorare (con uno psichiatra e uno psicologo), ma i farmaci su di me non sembrano fare un grande effetto. Credo perché sono alcolizzato__. Mi piacerebbe avere il coraggio di aprire il mio profilo online dichiarando quanto sono alto e quanto disprezzi le donne così superficiali da non considerarmi per via della statura, ma rischio di passare per risentito, vero?

– Serious Heartbreak Over Relationship Travails

Ci sono un sacco di donne che non arrivano al metro e settanta, SHORT, donne accanto alle quali tu svetteresti. Ma pochissime donne, in generale, avrebbero una reazione positiva – o una qualunque reazione – davanti a un uomo il cui profilo online gronda disprezzo per quelle che non vogliono scoparselo. I rifiuti sono una brutta cosa, lo so, ma abbandonarti al risentimento non farà che procurartene altri. E in ordine di priorità: continua a lavorare sulla depressione con il tuo team di specialisti, e per favore, considera di smettere di bere: l’avrai già considerato, riconsideralo. Nessuno in un partner cerca la perfezione – e nessuno può offrirla – ma se a stare con te il rischio è di complicarsi la vita, SHORT, difficilmente una persona vorrà frequentarti.

Insomma, prima mettiti in sesto come si deve, e poi comincia a cercare compagnia. E siccome sai di avere più chance quando incontri le persone faccia a faccia, non dedicare tutto il tempo alle app per incontri. Trovati delle cose che ti piace fare e mettiti a farle. Potresti per esempio scegliere un candidato o una candidata presidenziale che ti piace – e che magari promuova gli investimenti per la salute mentale – e fare il volontario per la sua campagna.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.

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