06 aprile 2022 17:15

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna di 29 anni e ho un problema quando faccio sesso o mi masturbo. Sento sempre un fastidioso dolore, come delle fitte nella vulva, all’ingresso della vagina, che non mi permette di godere perché è troppo forte. Il che purtroppo mi porta a evitare sia il sesso sia la masturbazione per non sentire dolore. Sono stata da diversi ginecologi, ma nessuno ha riscontrato anomalie o infezioni. L’ultimo ha ipotizzato una componente psicologica, ma anche su quel fronte sembra tutto normale. Hai qualche consiglio o un esperto a cui chiedere un parere su un problema come il mio?

–Lost And Baffled Inside America

“La vulvodinia, o dolore alla vulva, è ahimè un problema molto comune, nonché una gran rottura di scatole”, risponde la dottoressa Rachel Gelman, specialista del pavimento pelvico e scrittrice di San Francisco. “Ma per LABIA esistono diverse possibilità terapeutiche, e varie figure professionali che possono esserle d’aiuto”. Dice la dottoressa Gelman che è un bene avere già escluso una possibile infezione. Ma potrebbero esserci tante altre cause – una nevralgia, un’infiammazione, uno squilibrio ormonale, fattori genetici – e ti esorta a non arrenderti finché non avrai trovato una risposta. E siccome lei è troppo educata, mentre io sono uno stronzo, lo dico: è uno scandalo che, tra tutti i ginecologi che hai consultato, nessuno ti abbia consigliato uno specialista del pavimento pelvico.

“Anche i muscoli interni del bacino, alias ‘pavimento pelvico’, così come la muscolatura circostante, possono contribuire a causare un dolore come quello descritto da LABIA”, dice la dottoressa Gelman. “Così come una tensione muscolare nel collo può provocare dolore alla spalla, al braccio o alla mandibola, la tensione di un muscolo del pavimento pelvico può provocarlo all’ingresso della vagina. Una fisioterapista del pavimento pelvico come me è in grado di diagnosticare e trattare questo tipo di disfunzione muscolare, cosa che nel caso di LABIA attenuerebbe i sintomi permettendole di tornar a godersi il sesso”.

Ma non limitarti a consultare un esperto di pavimento pelvico. “Con la quantità di funzioni che coesistono nel bacino e possono avere ricadute sulla vulva, per indagare e curare le possibili cause del dolore di LABIA possono essere necessari diversi specialisti”, continua la dottoressa Gelman. Che quindi, oltre a un medico specializzato in pavimento pelvico, ti consiglia di rivolgerti anche a uno specialista di disturbi della vulva. “Quest’ultimo è in grado di effettuare appositi esami per valutare altri aspetti oltre a quelli su cui si concentrerebbe un normale ginecologo”, dice la dottoressa Gelman. “Ed è importante sottolineare che, per mantenere funzionali e sani i tessuti intorno all’orifizio vaginale, gli ormoni sono fondamentali. Alcuni farmaci e patologie possono alterare i livelli ormonali con ricadute sui tessuti vulvari che possono originare dolore. Tra le cause possono esserci inoltre situazioni infiammatorie”.

E anche se non soffri di disturbi mentali o psicologici, LABIA, il dolore di cui soffri – e la conseguente privazione sessuale – sembrano molto impegnativi, e parlarne con qualcuno può aiutarti a ritrovare più rapidamente la capacità di ricavare piacere da quella parte del tuo corpo.

“Il cervello è un organo potente, e soffrire di dolore vulvare o di una qualche disfunzione sessuale può essere psicologicamente estenuante e peggiorare il dolore”, osserva la dottoressa Gelman. “Anche un bravo terapista sessuale può essere quindi un prezioso alleato. Morale della favola: il dolore vulvare è un disturbo comune che in genere richiede un team di specialisti, ma farsi aiutare è possibile”.

(In Italia ci si può rivolgere all’Associazione italiana vulvodinia, a CasaMedica o a Cistite.info)

Francesca Ghermandi

Sono un giovane gay che deve lasciare il fidanzato. Lo so io, tutti i miei amici concordano, e credo che perfino lui lo voglia. Ti risparmio i dettagli incasinati. Mi serve solo una spintarella. Forse, se me lo dici tu, Dan, lo faccio.

–Just Another Word

Sposalo.

***

Sono un bostoniano sulla trentina. Mi hanno bidonato e vorrei un consiglio su come muovermi. Su un’app ho fatto match con una donna, anche lei sui 30, si chiacchierava bene e abbiamo deciso di vederci per bere qualcosa. Il giorno dell’appuntamento mi arriva un messaggio che dice: “Ciao, ho avuto una giornataccia e vorrei evitarti questa prima impressione, possiamo rimandare?”. Mi sembrava comprensibile e ho accettato. Di lì a qualche giorno le ho chiesto cosa faceva nel fine settimana. Non si è fatta viva fino a domenica sera: “Pensavo di aver risposto, scusa!”. Ho creduto all’errore e abbiamo riprogrammato. Il pomeriggio prima del nuovo appuntamento le ho scritto per chiedere conferma sul posto e sull’ora. Avevamo fissato per le 19. Alle 18:40 mi arriva un messaggio dal suo numero: “Le scrive la Croce rossa di Boston. Gertrude ci prega di dirle che non può venire all’appuntamento”. Ho risposto immediatamente, chiedendo cosa le era successo e se Gertrude (nome inventato) stava bene. Mi hanno risposto di sì, e che anzi era più preoccupata per me che per sé. Alla sera ricevo un messaggio da Gertrude: “Oddio, che vergogna, scusami tanto!”. E spiegava di aver avuto una crisi epilettica. Il giorno dopo le ho scritto per chiederle come stava, ma non mi ha risposto. Vengo al mio dilemma. Non ho modo di sapere con certezza se sono state entrambe cause di forza maggiore (la giornataccia, la crisi epilettica) ed è l’imbarazzo che adesso non la fa rispondere, o se mi ha dato due bidoni veramente squallidi, il secondo dei quali usando come scusa un problema di salute. Terrei molto a un tuo parere. Allego gli screenshot dei nostri messaggi perché tu possa valutare.

–Blatant Lies Or Constant Kerfuffles

Uhm. I messaggi che ti ha mandato Gertrude sono molto meno interessanti – e rivelatori – della minuscola foto che c’è sopra. La Gertrude nella foto è la classica bella ragazza (fin troppo: minuta, denti smaglianti, bionda, magra), e più che una trentenne sembrerebbe un’adolescente (e in effetti, anche se cercandola su Google la foto non risulta, tutte le “immagini visivamente simili” che ho trovato sono di ragazze adolescenti). Mi lancio quindi in un’ipotesi tanto azzardata quanto convinta, BLOCK, dicendoti che quella nella foto non è la persona con cui ti stai scrivendo. Ecco perché “Gertrude” continua a trovare scuse – via via più ridicole – per rimandare.

Prendiamo l’assurdità dell’ambulanza. Dai. Se Gertrude è riuscita a dare il telefono a un volontario chiedendogli di trovare un tizio tra i suoi contatti e mandargli un messaggio per annullare un appuntamento… allora era perfettamente in grado di mandartelo da sola. E se anche le ambulanze offrissero servizi di messaggistica e annullamento impegni – cosa che non fanno – una persona che ha una crisi epilettica non chiede a un volontario di dire a te che ha una crisi epilettica, appunto perché sta avendo una crisi epilettica.

E quindi sì, il problema non è l’imbarazzo che impedisce a Gertrude di incontrarti finalmente per bere qualcosa, BLOCK, ma il fatto che Gertrude non esiste e non può quindi presentarsi. È assai probabile che non si faccia mai più sentire, ma se capitasse sarà per chiederti dei soldi. Vorrei non dover dire “Non mandarle soldi”, ma te lo dico lo stesso, casomai fossi davvero ingenuo come la tua lettera farebbe pensare: non mandarle soldi.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.