07 settembre 2022 17:06

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna cis eterosessuale di 38 anni che insegna nella scuola superiore statale di un piccolo centro. Dopo una serie di relazioni deludenti tra i venti e i trent’anni, mi sono resa conto di aver conosciuto il piacere sessuale solo in assenza di partner. Sebbene l’idea del sesso a due mi ecciti, detesto la sensazione di avere un cazzo dentro__. Solo una cosa continua a interessarmi: il sesso orale ricevuto. Quello, con uno bravo, mi piacerebbe molto. A 33 anni ho rinunciato ad avere storie perché trovare un partner che volesse leccarmela e basta mi sembrava tanto impossibile quanto egoistico. Ho incanalato tutte le energie nel lavoro, nella famiglia e nella comunità. Dopo anni passati a lottare contro il fascismo che va diffondendosi nella scuola pubblica americana sono esaurita, e le mie solite tecniche per prendermi cura di me stessa non bastano più. Sto valutando l’ipotesi di cercare di nuovo compagnia. Esiste un modo facile per trovare un partner a cui vada di leccarmela e nient’altro (o solo raramente)? So che la scelta migliore sono le app, ma su quelle ci sono sia genitori sia ex allievi. Già il fatto di essere un’insegnante di sinistra mi rende un bersaglio mobile, non posso permettermi di essere beccata a cercare sesso online, e il tempo e le energie necessarie per frequentare una persona prima di rivelare le mie preferenze sessuali mi sembrano sfiancanti. Non voglio regali per la maestra.Voglio solo che mi lecchino la fica.

– Teacher After Cunnilingus Only

Perché mai oggi qualcuno dovrebbe voler fare l’insegnante?

Genitori risentiti, stipendi di merda, governatori peggio ancora, demagogia razzista, libri banditi, leggi che impediscono di parlare di orientamenti sessuali… e come se non bastasse, non essere liberi di cercare sesso dove oggi lo cercano tutti – sulle app – per il rischio di essere visti da un genitore che a sua volta cerca sesso sulle app e presi di mira durante un consiglio di istituto che viene ripreso dal tg locale e diventa virale, e dover quindi sopportare un mese di minacce di morte per essere stati trascinati su un TikTok di destra e su Fox News.

Stando a ABC News, il numero di persone che vogliono insegnare è in costante calo. Attualmente negli Stati Uniti ci sono 300mila posti vacanti tra personale docente e scolastico, una situazione che il Washington Post definisce “catastrofica”, e che vede le carenze più gravi negli stati repubblicani e nelle contee trumpiane. Il che non dovrebbe sorprendere nessuno che presti un minimo di attenzione, perché stati repubblicani e zone rurali sono invasi dal genere di trumpiani squilibrati e complottisti assortiti che non fanno che scagliarsi contro insegnanti e bibliotecari e amministratori scolastici.

Ma c’è carenza d’insegnanti anche in luoghi più progressisti, TACO, il che vuol dire che potresti facilmente trovare lavoro anche in una grande città di uno stato democratico. In uno stato democratico non solo avresti meno probabilità di essere avvistata su un’app dal genitore di un allievo della tua scuola (perché nelle grandi città le app sono molto più frequentate), ma anche molte meno di essere aggredita da un genitore che ti ha avvistato su un’app (meno probabilità di essere aggredita, e più di essere leccata). E così come i governatori degli stati democratici ritengono che tu in classe abbia il diritto di parlare, che so, di schiavitù, di mutui negati su basi razziali, di segregazione e leggi Jim Crow (e di quelle contro l’immigrazione dei cinesi, e dei campi di concentramento per giapponesi della seconda guerra mondiale, e delle deportazioni forzate di nativi americani, eccetera), alla maggior parte di questi governatori andrebbe benissimo che tu te la facessi leccare – nel tempo libero, da altri adulti consenzienti – se è quello che desideri.

Sperando di ricevere dritte da altri insegnanti, ho condiviso la tua mail su Twitter. I consigli ricevuti spaziavano da iscriverti a FetLife, che può essere un posto problematico, a visitare – e magari postare su – r/RandomActsOfMuffDive, un subreddit di Reddit. E non pochi dei miei follower si sono chiesti se a un uomo non potresti preferire una donna, visto che il cazzo non ti è mai piaciuto granché.

Da omosessuale, tuttavia, conosco molte persone che sono attratte dagli uomini ma non amano essere penetrate (esistono i solo attivi e i “senza penetrazione”). Fortunatamente per te, TACO, ci sono uomini etero e bisessuali che vogliono solo leccare la fica. Nel corso degli anni mi hanno scritto in tantissimi. C’era chi soffriva di gravi disfunzioni erettili e preferiva il successo nel cunnilingus al fallimento nel rapporto vaginale; altri erano maschi eterosessuali sottomessi che volevano servire una donna con la bocca senza ricevere nulla in cambio; e non pochi erano uomini che adoravano leccarla e non si sa come avevano finito per sposare donne che odiavano il sesso orale, motivo per cui cercavano altre donne a cui leccarla – e solo leccarla – con il permesso delle mogli (in alcuni casi) o senza (nella maggior parte).

Ma per trovare questi uomini dovrai usare le app, TACO, e quindi forse abbandonare il piccolo centro in cui vivi.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Sono un gay kinky sottomesso e dopo un bel po’ di anni passati a incontrare uomini nei bar, online, sulle app, eccetera comincio a chiedermi se nel circuito bdsm gay esistano uomini realmente dominanti. E per “realmente dominanti” intendo uomini che segretamente non coltivino il desiderio/la fantasia di essere sottomessi. Ne ho conosciuti un bel po’ che sostenevano di essere dominanti, ma indagando un po’ più a fondo (senza doppi sensi) ho scoperto che il loro “vero” desiderio era essere sottomessi. A volte sembra che si definiscano dom solo perché così è più facile trovare qualcuno. Basta scorrere una qualsiasi app da incontri un minimo aperta al bdsm per vedere che il rapporto domanda/offerta è sbilanciato: i sub sono molti più dei dom. Non è disonesto da parte di un sub pubblicizzarsi come dom solo per aumentare le sue chance di scopare? O è che si vergognano di essere sottomessi? Ancor più frustrante è che io, nei miei profili, dico molto chiaramente di essere sottomesso, e la gente lo ignora e mi contatta chiedendomi di dominarla!

– Discouraged Lost Puppy

“I gusti kinky, come tante altre cose, sono un ventaglio”, risponde GearMedic, un gay (perlopiù) dominante di Boston attivo nel circuito bdsm gay da diciassette anni. “Alle estremità di questo ventaglio si trovano gli ‘assoluti’, gente sottomessa o dominante al 100 per cento. Più o meno in mezzo si trovano i perfetti ‘versatili’. Ma come in qualsiasi altro ventaglio, la maggior parte delle persone si colloca nei pressi del centro, come nelle più classiche curve a campana”.

Ora, se tu intervistassi mille uomini gay kinky sui loro gusti sessuali, DLP, e con i dati raccolti creassi una curva a campana, è assai probabile che ne risulterebbe una curva asimmetrica: nel grafico, la parte ampia e sporgente della curva sarebbe più vicina all’estremità dei sottomessi. Perché hai ragione: i sottomessi sono più dei dominanti. Ma non dare per scontato che chi è più attratto dal ruolo sottomesso non trovi eccitante anche quello dominante. A volte un “attivo totale” muore dalla voglia di farsi scopare.

Prendi GearMedic: su Twitter ha quasi ventimila follower, DLP, e dai contenuti che crea e condivide è chiaro che è molto dominante – con punte di sadismo – ma nella sua bio c’è scritto “dom per la maggior parte, sub per pochi”, perché sulla curva a campana dom/sub si colloca un po’ più vicino al centro rispetto a un dominante assoluto/100 per cento.

“Con la maggior parte dei ragazzi che incontro mi viene da essere più dom”, spiega GearMedic, “e loro con me si sentono spontaneamente sottomessi. Ma ad alcuni viene naturale essere dominanti, e io con loro mi sento sottomesso. Dipende tutto dall’alchimia, che a volte può addirittura capovolgersi, tanto che al secondo incontro i ruoli si invertono”.

E sulle app bdsm ci sono tanti che ancora si stanno scoprendo.

“Magari DLP ha incontrato uomini che stanno ancora esplorando i loro gusti e i loro ruoli”, osserva GearMedic. “O magari in lui c’è qualcosa che scoraggia gli atteggiamenti dominanti, spingendo gli altri ad assumere spontaneamente un ruolo sottomesso”.

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La tua risposta a WATCHER, la cui moglie adotta una politica di tolleranza zero verso il porno, era saggia! (Come sempre!). Mi ha però sorpreso che tu non gli abbia chiesto la cosa più ovvia: la loro vita sessuale come va? Se è ottima per entrambi, concorderei con te sul fatto che le riserve di lei hanno più a che fare con un desiderio di controllo che col porno. Ma se il sesso è assente o mediocre, forse le pretese della moglie nascono dal risentimento. Personalmente non mi masturbo, e il porno mi ha sempre e solo provocato reazioni neutre o negative, ma io e il mio compagno abbiamo una vita sessuale profondamente e reciprocamente appagante. Non ho idea se lui guardi il porno. Non chiedo e non frugo, e lui non dice né lascia in giro, col rischio che io scopra inavvertitamente. Per noi va bene così. Colpisci nel segno quando dici che tutti hanno diritto a uno “spazio di autonomia erotica, anche da sposati”, ma se l’ultimo terapista di coppia di WATCHER non ha puntato dritto sulla qualità della loro vita sessuale di coppia, e sul possibile nesso tra il consumo di porno di WATCHER e la reazione di sua moglie, può essere un ottimo punto di partenza per il terapista successivo.

– Insert Zippy Acronym

È un buon consiglio, IZA, anche se richiama alla mente un vecchio detto, nonché occasionale maglietta, nonché targa a tema piratesco un tempo onnipresente: “Le botte continueranno finché il morale non migliorerà!”. Permettimi di spiegare.

Le persone sposate e monogame che hanno una vita sessuale mediocre o inesistente sono tante. Quelle sposate e con figli piccoli – le coppie come i signori WATCHER – quasi sempre hanno una vita sessuale mediocre. A volte si tratta di una mediocrità o di un’inesistenza temporanee: quando il lavoro genitoriale diventa meno stressante e faticoso, il sesso migliora e/o si fa più frequente. In altri casi, purtroppo, la mediocrità è permanente. La fiamma si è spenta, indipendentemente dai figli, e non torna più, e il sesso matrimoniale scompare. Vietare al coniuge di ricorrere al porno quando più gli servirebbe – per aiutarlo a superare una temporanea stagione di mediocrità sessuale, o a sopportare decenni di sesso inesistente – a me sembra (e chiedo scusa per l’abilismo) una cazzo di follia. Appendere sopra il letto una targa a tema piratesco con scritto “Il porno rimarrà vietato finché la nostra vita sessuale non migliorerà!” difficilmente migliorerà la vita sessuale di coppia, così come difficilmente le botte migliorano il morale.

Detto questo, IZA, su una cosa ti do ragione: è esasperante vedersi trascurati o rifiutati sessualmente da un partner che guarda porno in continuazione. Se però non ti va di fare sesso perché sei troppo stanca o spenta e il tuo compagno soddisfa i suoi bisogni guardandosi un po’ di porno in modo discreto e rispettoso, senza frignare per l’assenza di sesso, né assillarti per farlo, né tradirti per procurarselo – allora tu il porno non solo devi tollerarlo, devi ringraziarlo.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.