Durante una competizione canina a New York, il 17 febbraio 2015.

L’uomo è il migliore amico del cane

Durante una competizione canina a New York, il 17 febbraio 2015.
24 settembre 2015 15:12

Posti davanti a un rompicapo, i cani tendono a guardare il loro padrone, mentre i lupi si sforzano di risolvere il problema per conto proprio. Uno studio, pubblicato su Biology Letters da Monique Udell, dell’Oregon State University, mostra la differenza di comportamento tra i cani e i loro parenti selvatici.

Il rompicapo era costituito da un contenitore trasparente per cibo, con all’interno un pezzo di salsiccia, chiuso da un coperchio dotato di “apertura a strappo”. Cani di proprietà, cani randagi e lupi dovevano aprire il contenitore per raggiungere il premio. Solo un cane su venti riusciva nell’impresa, contro otto lupi su dieci. Per la maggior parte del tempo del test i cani si limitavano a lanciare occhiate alla persona e solo se incoraggiati si applicavano al problema, ma senza grande successo. Secondo Udell, non si tratta di un segno di scarsa intelligenza nei cani, ma della preferenza per una soluzione “sociale”. I cani, cioè, preferiscono dipendere dal padrone, una tendenza che potrebbe essere dovuta al processo di domesticazione.

Le ricerche di psicologia canina sono piuttosto popolari, e potrebbero diventare ancora più comuni in futuro. È stata infatti creata una piattaforma digitale che permette ai padroni di cani di partecipare a test di psicologia con i loro animali. Questa piattaforma è a disposizione dei ricercatori per futuri progetti di coinvolgimento dei cittadini. Una ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, ha verificato la bontà delle sperimentazioni condotte grazie al sito web, scoprendo una buona concordanza tra i risultati ottenuti a casa e quelli di laboratorio. Secondo Stewart Laughlin e colleghi, non si registra alcuna manipolazione dei risultati.

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