Sommario

896 (6 / 12 maggio 2011)

Dopo Bin Laden

Jason Burke, Olivier Roy, Ahmed Rashid, Robert Fisk. Con le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

896 (6 / 12 maggio 2011)

Portfolio

Destino final

Una nuova inchiesta ha permesso di scoprire i nomi di alcuni piloti dei voli della morte in Argentina. Le foto di Giancarlo Ceraudo e il testo di Miriam Lewin.

In copertina

L’islam dopo Al Qaeda

Adesso molti paesi musulmani avranno l’opportunità di fare i conti con il terrorismo e potranno risolvere i loro conflitti interni, scrive Ahmed Rashid.

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Società

Chi ci segue sulla rete

Ogni volta che visitiamo un sito o facciamo un acquisto online i nostri dati personali sono raccolti da aziende che poi li rivendono per scopi commerciali. Un business senza regole e poco trasparente. Che vale miliardi di dollari.

Argentina

Silenzio stampa

Il presidente Menem vuole imbavagliare la più potente forza d’opposizione: i giornalisti

Graphic journalism

Cartoline dall’Egitto

Di Golo.

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Marocco

Fanatismo contro diversità

Di Juan Goytisolo

Libia

L’errore della Nato e la collera di Tripoli

Dopo la morte del figlio minore di Muammar Gheddafi, il regime accusa l’occidente di voler uccidere il leader libico. Gli Stati Uniti ci hanno già provato in passato.

In copertina

La fine di Bin Laden

Il fondatore di Al Qaeda e l’ispiratore degli attentati dell’11 settembre 2001 era l’uomo più ricercato del mondo. Il suo sogno di rivoluzione jihadista non si è realizzato, ma la sua figura ha cambiato per sempre il corso della storia. La ricostruzione di Jason Burke e Lawrence Joffe.

In copertina

Un leader senza popolo

La morte di Bin Laden coincide con un cambiamento di paradigma politico nel mondo arabo. La rivolta democratica degli ultimi mesi lo dimostra, scrive Olivier Roy.

Svezia

Casalinghe in via d’estinzione

Quasi tutte le madri svedesi lavorano e le donne che si dedicano solo ai figli sono una rarità. Nonostante il tentativo del governo conservatore di farle restare a casa.

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Simbolo

Tra le migliaia di immagini circolate dopo gli attentati dell’11 settembre al World trade center e al Pentagono non ce n’è nessuna che mostri i corpi delle 2.977 vittime. Ci sono le foto, terribili, delle persone che si buttano dalle torri per sfuggire al fuoco, ma sono ancora vive quando si lanciano nel vuoto. I corpi delle vittime sono il simbolo di una sconfitta, e per questo la più grande potenza del mondo decise di non mostrarli. Dieci anni dopo il cerchio si chiude e il corpo di Osama bin Laden sparisce in mare. È troppo ingombrante per rimanere in circolazione e probabilmente nessuno lo vuole. La Casa Bianca ha discusso se rendere pubbliche le immagini dell’operazione che ha portato all’uccisione del leader di Al Qaeda e alla sua sepoltura in mare. Ma le prime foto pubblicate dai giornali sono state quelle di Barack Obama e Hillary Clinton con lo staff della Casa Bianca mentre seguono su uno schermo il raid in Pakistan. In un angolo si vede il presidente americano, stranamente ingobbito, apparentemente in secondo piano. La Clinton ha una mano sulla bocca. Stanno assistendo alla morte di Bin Laden e sembrano preoccupati. Forse hanno paura che qualcosa possa andare storto. O forse si chiedono cosa succederà dopo. Leggi

Siria

La rivolta siriana fa tremare anche Beirut

Sale il numero dei manifestanti uccisi dall’esercito a Daraa. Ma l’Onu resta a guardare. E aumenta il rischio che la crisi contagi anche i paesi vicini, in particolare il Libano.

Visti dagli altri

Mario Draghi conquista l’Europa

Nicolas Sarkozy ha appoggiato ufficialmente la candidatura dell’economista italiano e la Germania si è rassegnata. Draghi è a un passo dalla guida della Banca centrale europea.

Africa

La vita dei cinesi d’Africa

Dieci anni fa gli imprenditori cinesi sono partiti alla conquista dell’Africa. Erano meno di centomila in tutto il continente, oggi sono un milione. Ecco come sono cambiate le loro vite.

Opinioni

La faccia del martire

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Fragilità da occhi azzurri

Il colore degli occhi può incidere sulla vista? Leggi

Opinioni

Parole e musica

Economia e lavoro

Non c’è stata l’invasione delle aziende tedesche

Siete psicopatici? Un test

“Scarso controllo degli impulsi”. Qui c’è un barlume di speranza, perché ho appena spento la mia ultima sigaretta e mangiato il mio ultimo biscotto. Leggi

Un primo maggio senza lavoro

Nel resto del mondo il 1 maggio si associa alla lotta dei lavoratori statunitensi per i loro diritti. Negli Stati Uniti a una festività sciovinista: il Loyalty day, il giorno della lealtà Leggi

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Opinioni

(Non) riuscirete a dire no

Scritto e orale

Luiz Ruffato, Sono stato a Lisbona e ho pensato a te Leggi

Opinioni

5 per cento di cattolici

Americhe

La doppia vittoria di Stephen Harper

Gay & Roman

Rubin Steiner & Ira Lee, The pains of being pure at heart, Danger Mouse & Daniele Luppi (feat. Norah Jones) Leggi

Scienza e tecnologia

Quante ore dovremmo dormire

Viaggi

Il regno delle iene

Ad Harar, in Etiopia, oltre a visitare le tante moschee è possibile dare da mangiare alle iene, che di notte passeggiano tranquillamente in città.

Ritratti

Kenneth Grange. Oggetti per tutti

È uno dei maggiori designer britannici. Dai treni ai taxi londinesi, le sue creazioni sono ovunque. Vuole che il governo investa di più nel settore.

Asia e Pacifico

La rabbia dei genitori di Fukushima

Scienza e tecnologia

Il telefono, prima di tutto

Editoriali

Osama bin Laden, 1957-2011

Diciamo la verità: il mondo non è più sicuro ora che è morto Bin Laden. L’editoriale di Robert Fisk, in italiano.

Giustizia per Rachel Corrie

I mezzi d’informazione internazionali si sono interessati al processo sulla morte della giovane attivista morta nel 2003, mentre quelli israeliani lo hanno ignorato. Leggi

Guantanamo: due volti

La zona militare degli Stati Uniti, nella parte orientale di Cuba, è lo scenario di molti drammi umani al di qua e al di là delle sue frontiere. Leggi

Pop

Il vocabolario dell’ignoranza

John Berger

Pop

Censimento visto dall’autobus

Andrew O’Hagan

Europa

La corruzione dilaga nei paesi dell’est

Cultura

Un pubblico di nonni

Il nostro amico Assad

Assad ha fondato la sua impunità su basi contrarie rispetto a quelle di Ben Ali e Mubarak: l’ha fatto trasformandosi proprio nel principale ostacolo alla pace in tutta la regione. Leggi

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