Sommario

919 (14/20 ottobre 2011)

Il mago del capitalismo

Steve Jobs era appassionato, perfezionista e geniale. Ma anche cinico, ossessionato dal controllo e dispotico. Gli articoli e le prime pagine da tutto il mondo.

919 (14/20 ottobre 2011)

Attualità

Occupy America

Non è solo una rivolta giovanile. È una denuncia contro un sistema ingiusto e corrotto, che concentra la ricchezza nelle mani di pochi. L’editoriale del New York Times.

A colpi di spazzola

Mi sono presa i pidocchi. Dieci mesi fa, diventando mamma di due gemelli, ero pronta a vomito, cacca e bava, ma ritrovarmi degli insetti in testa forse è un po’ troppo. Leggi

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Oro nero, salvezza e rovina

La raffineria emette una lingua di fuoco perenne insieme a una colonna di fumo che, a seconda del vento, si posa su uno dei tanti quartieri dell’Avana. Leggi

21 per cento

Il cosiddetto haircut (taglio di capelli, riduzione del valore del debito) per i possessori di titoli di stato greci dovrebbe essere del 21 per cento. Leggi

Opinioni

Qualunquo vadis

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Birmania

Aung San Suu Kyi è tornata

La leader democratica birmana ha ripreso la sua attività politica. Deve conciliare le richieste del regime con il desiderio di cambiamento dei suoi sostenitori. Reportage da Rangoon.

Graphic journalism

Cartoline da Cuba

Un fumetto di Olivier Deprez

Africa e Medio Oriente

L’esercito egiziano cavalca l’odio religioso

Dopo la dura repressione della manifestazione dei copti il 9 ottobre, il consiglio supremo delle forze armate non potrà più presentarsi come il guardiano della rivoluzione egiziana.

Editoriali

Un elettroshock per la crisi

Libération

Editoriali

Buone notizie dalla Danimarca

Le Monde

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Santa Matrigna

Horacio Verbitsky, Doppio gioco Leggi

Credibilità

Più della metà degli italiani ritiene che il comportamento dei giornalisti sia poco o per niente etico. E il giudizio dei giornalisti su loro stessi è ancora più duro: oltre l’80 per cento di quelli lombardi e veneti considera poco o per niente etico il comportamento della categoria. Sono i risultati di un’indagine Astra presentata a Milano il 7 ottobre. Si salvano solo internet e la radio. Tutti gli altri, dai periodici alle tv, passando per i pubblicitari e le agenzie di pubbliche relazioni, non ottengono la sufficienza. Quali sono i comportamenti che caratterizzano un giornalismo etico? In cima alla lista ci sono “evitare di fornire informazioni false o inesatte” e “verificare la verità dei fatti citati”. “L’etica non è un fatto accessorio”, ha scritto Annamaria Testa commentando la ricerca, “è strettamente connessa con la qualità e la credibilità dell’offerta di informazione. E con il suo valore. Quindi con la sopravvivenza, anche in termini economici, dell’intero sistema nel medio termine”. Ma se ci può consolare, la crisi di credibilità della stampa non è un fatto solo italiano. In Gran Bretagna, dopo lo scandalo delle intercettazioni che ha travolto News of the World, non è un bel momento per chi fa il giornalista. Tanto che il Guardian, per rinsaldare il rapporto di fiducia con i lettori, ha preso una decisione storica, e per ora sperimentale: raccontare in diretta, sul web, di cosa si stanno occupando i suoi reporter. Naturalmente sono esclusi gli scoop o le inchieste più delicate, ma in ogni caso è un segnale importante. Il Guardian, da sempre all’avanguardia nell’esplorare i nuovi linguaggi del giornalismo, scommette sulla trasparenza dei meccanismi decisionali per coinvolgere i lettori. E lancia una sfida a tutti i quotidiani, non solo in Gran Bretagna.

Internazionale, numero 919, 14 ottobre 2011 Leggi

Brasile

Un successo di carta

La Folha de S. Paulo è il giornale più letto del Brasile. Le vendite aumentano e l’edizione cartacea va meglio di quella online. Merito di un gruppo di giornalisti con il fiuto per le notizie.

Asia e Pacifico

Un anniversario imbarazzante

Il centenario della rivoluzione del 1911, che portò alla fine dell’impero e alla nascita della repubblica, evoca richieste di democrazia che Pechino preferisce dimenticare.

Fatal error occurred

Appena è stato dato l’annuncio della morte di Steve Jobs la home ­page del sito della Apple è diventata molto sobria. Leggi

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Viaggi

Il richiamo della savana

Tra gli elefanti e i leoni del parco nazionale di Gorongosa, in Mozambico, salvato da un filantropo statunitense e da un progetto ecosostenibile.

Europa

Il Belgio trova l’accordo su governo e riforme

Alla fine di una crisi durata 16 mesi, fiamminghi e francofoni hanno raggiunto un’intesa sul nuovo assetto dello stato. Grazie anche alla perseveranza del leader socialista Elio Di Rupo.

Cinema

Prigioniero della cinepresa

In Francia è uscito In film nist, di Jafar Panahi, il regista iraniano condannato a non girare film per vent’anni.

La soluzione islandese

Gli economisti avevano previsto una catastrofe. Invece l’economia islandese è solo tornata alle sue proporzioni reali. E le persone hanno un lavoro e dei risparmi sicuri. Leggi

La strage delle donne indigene

“In Canada uccidere le donne indigene è un’abitudine. Ed è legato al processo di colonizzazione”. Leggi

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Portfolio

Dieci anni fa sette fotografi fondarono l’agenzia VII per documentare conflitti, crisi umanitarie e catastrofi naturali. Oggi un libro raccoglie il loro lavoro.

Insegnare con o senza computer

Appoggiare o no la spinta a informatizzare e a dotare di nuove tecnologie insegnamenti, scuole, università? Leggi

Il battito del cuore

La frequenza cardiaca a riposo dev’essere tra i 60 e i 100 battiti al minuto? Leggi

Pop

Ritorno nei Balcani

Charles Simić

Scienza e tecnologia

Come si fa a contare le folle

Calcolare il numero di persone presenti a un evento non è facile e spesso entrano in gioco interessi politici o economici. Ma le tecniche di conteggio sono sempre più accurate.

Ritratti

Gulnara Karimova. La festa è finita

Stilista, ambasciatrice e amica dei potenti. Ma, soprattutto, figlia di un feroce dittatore. Ora la sua popolarità è in calo, dopo le denunce delle associazioni per i diritti umani. Un articolo di John Carlin.

In copertina

Com’è cambiato Steve Jobs

Negli anni ottanta creò dei computer più potenti e più facili da usare di quelli dell’Ibm. Ma costavano troppo e nessuno li comprava. Così decise di cambiare strategia, scrive James Surowiecki.

Attualità

Non siamo sognatori

Slavoj Žižek è andato a Liberty plaza per parlare ai manifestanti di Occupy Wall street. Ecco il suo intervento.

Attualità

Tutti possono partecipare

Il giornale del movimento risponde alle domande più frequenti sull’occupazione di Liberty plaza

Economia e lavoro

Quanto costa salvare le banche europee

I leader europei hanno capito che bisogna rafforzare il capitale degli istituti di credito del continente. L’operazione presenta difficoltà non solo finanziarie, ma anche politiche.

Obama al bivio di Wall street

Una cosa è chiara: più le manifestazioni crescono, e più diventa scomoda la posizione del presidente Obama, all’inizio della sua campagna per la rielezione. Leggi

In copertina

Nessuna nostalgia

Apple aveva a disposizione tutte le risorse per rendere i suoi stabilimenti più umani. Ma ha subappaltato la produzione in Cina, dove le condizioni di lavoro sono spaventose.

In copertina

Un leader globalizzato

Jobs è stato un uomo fuori dal comune. Ma le sue esigenze, talvolta assurde, hanno anche provocato dei danni.

Pop

Ritratto del fumettista con il suo cane

Joe Sacco

La prova dei fatti

I lettori di Internazionale che hanno letto L’isola più lontana, il saggio di Jonathan Franzen su David Foster Wallace, sanno che i due scrittori erano legati da un’amicizia profonda e complessa. Leggi

Melodramma politico

Daniel Alarcón, Radio città perduta Leggi

In copertina

Il mago del capitalismo

Alcuni leader sanno innovare grazie alla visione d’insieme. Altri si concentrano sui dettagli. Jobs faceva entrambe le cose. Per questo è stato il più grande imprenditore della nostra epoca.

Autorità Nazionale Palestinese

La borsa a prova di crac

Dalla metà degli anni novanta la Palestine exchange ha superato indenne l’assedio israeliano, una guerra civile e un embargo internazionale. Il mercato è virtuale e può essere gestito a distanza anche durante un coprifuoco. Reportage da Nablus.

Scienza

La fatica di decidere

Tutti i giorni prendiamo centinaia di decisioni. Questo processo provoca un affaticamento mentale che rende ogni scelta sempre più difficile e spesso costringe a non scegliere niente o a lasciar fare agli altri. Alcuni ricercatori cercano di capire perché succede e come limitare i danni.

Americhe

Hugo Chávez, la malattia e le elezioni

Da quando a giugno il presidente del Venezuela ha ammesso di essere stato operato per un tumore, le sue condizioni di salute sono al centro della vita politica nazionale.

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