Europa

In Irlanda e in Serbia ci sono due premier da tenere d’occhio

Secondo alcuni sono solo nomine di facciata, ma Leo Varadkar e Ana Brnabić rivelano comunque che l’Europa sta cambiando. Leggi

La grande crisi dei partiti europei

L’elezione di Emmanuel Macron in Francia conferma che la destra e la sinistra tradizionali sono in difficoltà in quasi tutti i paesi d’Europa. Leggi

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Gli autori di Piigs raccontano una scena del documentario

“In questa scena, la metafora degli ossi e dei cani, spiega gli effetti delle scelte economiche di Bruxelles sulle piccole realtà locali”, dicono i registi di Piigs. Leggi

Dentro la nuova destra europea

In questa produzione originale in due puntate di Al Jazeera il filosofo croato Srećko Horvat cerca di capire il successo dei movimenti di estrema destra in un’Europa in crisi di identità, che a domande legittime sta dando le risposte sbagliate. Leggi

I libri che smontano il mito del colonialismo buono degli italiani

I’m not your negro di Raoul Peck è basato su un inedito di James Baldwin e ripercorre con intelligenza e sentimento la stagione afroamericana delle lotte per i diritti civili. Uscendo dalla proiezione mi chiedo quanti in sala conoscessero la storia del colonialismo italiano, dei suoi crimini e dei suoi paradossi. La risposta è nei lavori di autori e autrici di origine migrante e italiani di nuova generazione che permettono di fare i conti con una storia di razzismo coloniale che è capace di ripresentarsi con nuove parole nell’Europa contemporanea. Leggi

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L’Europa è divisa di fronte alle pretese di Erdoğan

Recep Tayyip Erdoğan è un uomo la cui deriva dittatoriale è ormai palese: ha imbavagliato i mezzi d’informazione e incarcerato (o privato del lavoro) decine di migliaia di concittadini. Ora vuole fare campagna elettorale tra la diaspora turca in Europa a favore del sì al referendum per ottenere pieni poteri. Germania e Paesi Bassi l’hanno bloccato, la Francia invece è l’unico paese europeo ad averla autorizzata. Leggi

Gli afroeuropei e l’invenzione del colore della pelle

Afroeuropei, che parola strana, non so bene come collocarla. Non so bene nemmeno cosa significhi. Mi sembra un ossimoro, mettere insieme Europa e Africa nella stessa parola. Mettere insieme la loro relazione tormentata e caotica. Ma in fondo Europa e Africa convivono in noi. Leggi

L’Europol ha sequestrato migliaia di opere d’arte e reperti archeologici rubati.
L’Europol ha sequestrato migliaia di opere d’arte e reperti archeologici rubati. La forza di polizia europea ha reso noti i risultati dell’operazione Pandora, indagine condotta dagli uffici cipriota e spagnolo dell’Europol. Tra i mesi di ottobre e novembre del 2016, l’operazione ha condotto al sequestro di 3.561 oggetti tra opere d’arte e reperti archeologici ritenuti di grande valore culturale, all’arresto di 75 persone e all’apertura di una novantina di nuove indagini.
L’Onu denuncia la difficile situazione dei migranti in Europa a causa del freddo.
L’Onu denuncia la difficile situazione dei migranti in Europa a causa del freddo. Profughi e migranti rischiano di morire a causa dell’ondata di gelo che ha colpito in particolare le regioni orientali del continente. Secondo l’Unicef i governi dovrebbero fare di più per aiutarli, invece di respingerli alle frontiere ed esporli a forme di violenza. “Si tratta di salvare vite, non di mettere nuovi confini o rispettare delle norme burocratiche”. La situazione peggiore è attualmente in Grecia, dove più di mille persone vivono in tende o dormitori non attrezzati: secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati sono già morte di freddo cinque persone.
Il gelo rende drammatica la situazione dei migranti in Europa, denuncia l’Onu.
Il gelo rende drammatica la situazione dei migranti in Europa, denuncia l’Onu. Profughi e migranti rischiano di morire per il freddo che sta colpendo l’Europa in questi giorni e i governi dovrebbero fare di più per aiutarli, invece di respingerli alla frontiera ed esporli a forme di violenza. Secondo una portavoce dell’Unicef “si tratta di salvare vite, non porre dei confini e rispettare regole burocratiche”. La situazione peggiore è quella in Grecia, dove secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati cinque persone sono morte finora per il freddo.
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I migranti nel gelo dell’Europa

Le agenzie umanitarie internazionali hanno lanciato l’allarme per la situazione di migliaia di migranti travolti dall’ondata di freddo arrivata in Europa e hanno chiesto ai governi europei di agire rapidamente per evitare la perdita di vite umane. Leggi

Il 2017 sarà decisivo per fermare le svolte autoritarie nel mondo

Vent’anni fa Fareed Zakaria scriveva un libro sull’affermazione dell’illiberalismo, cioè del contrario del liberalismo politico: non più una democrazia ma non ancora una dittatura. Con l’elezione di Donald Trump e le vittorie diplomatiche di Vladimir Putin, il tema torna di grande attualità in tutto il mondo, e in particolare in Europa. Leggi

Il terrorismo si previene anche con una politica seria sull’immigrazione

Guardo le foto segnaletiche di Anis Amri, il terrorista di Berlino ucciso a Sesto San Giovanni. Cerco di guardare l’uomo dietro al terrorista. Non è facile. Soprattutto non è facile se penso a chi ha perso la vita in quel mercatino berlinese. Se penso ai loro corpi falciati senza pietà, mi sale una rabbia immensa. Ma ecco che dobbiamo essere lucidi, e cercare di capire come siamo arrivati fino a questo punto. Dobbiamo farlo, anche solo per capire come difenderci. Leggi

Il fattore Putin influenza il voto in Europa e negli Stati Uniti

Cos’hanno in comune le vittorie a sorpresa di Donald Trump negli Stati Uniti e quella di François Fillon alle primarie del centrodestra in Francia? Questi due uomini, che non condividono né il percorso politico né il temperamento o il programma, nutrono la stessa ammirazione per il presidente russo. Leggi

L’inquinamento è la causa principale della morte di quasi mezzo milione di europei.
L’inquinamento è la causa principale della morte di quasi mezzo milione di europei. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’inquinamento dell’aria ha un impatto significativo sulla salute degli europei, soprattutto nelle aree urbane. Nei 41 paesi presi in esame si attribuiscono all’inquinamento da pm 2,5 467mila morti premature all’anno. In Italia sono più di 66mila. Negli ultimi anni l’inquinamento atmosferico è diminuito, tuttavia in alcuni settori, come il traffico e l’agricoltura, i livelli delle emissioni nocive sono ancora alti.
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Chi sono i giovani musulmani europei che si radicalizzano

Chi sono i giovani musulmani europei che compiono attentati nel vecchio continente? Cosa raccontano le loro vite e le loro storie? È davvero una questione religiosa o è soprattutto un problema politico? Olivier Roy, Farhad Khosrokhavar, Adam Shatz e Fouad Laroui ne parlano al festival di Internazionale a Ferrara. Leggi

Via libera del parlamento della Vallonia al trattato Ceta.
Via libera del parlamento della Vallonia al trattato Ceta. Alla fine il parlamento regionale della Vallonia ha dato il via libera per l’adesione del Belgio all’Accordo economico e commerciale globale (Ceta), il trattato di libero scambio tra l’Unione europea e il Canada. L’Unione europea avrebbe voluto firmare il trattato con il Canada già il 27 ottobre, ma l’opposizione della Vallonia ha bloccato l’iter.
Europa senza slancio

Adriana Cerretelli modera e introduce una tavola rotonda composta da Will Hutton, giornalista dell’Observer, Beatrice Covassi, rappresentate alla Commissione Europea, Natalie Nougayrède, giornalista francese del Guardian e Daniel Smilov, ricercatore presso il Cls Sofia. Il panel discute di Europa e della crisi delle sue prospettive Leggi

La crisi della socialdemocrazia europea si approfondisce

Non ci sono solo la Spagna, il Regno Unito e la Francia. Anche in Germania, in Italia e nei paesi scandinavi la sinistra ha perso molti elettori, e in generale questa forza che ha creato lo stato sociale è l’ombra di se stessa un po’ in tutta Europa. Leggi

Punti di vista - Cittadini d’Europa

Si è svolto presso l’aula magna della facoltà di Giurisprudenza di Ferrara l’incontro “Punti di vista - Cittadini d’Europa”, moderato ed introdotto da Gian-Paolo Accardo, direttore di Vox Europe, che ha intervistato Emilio Dalmonte, vicedirettore e capo settore politico della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Mads Frese, giornalista danese residente a Roma; Tom Kington, corrispondente in Italia per The Times, ed Agnieszka Zakrzewicz, giornalista polacca. L’incontro ha affrontato il tema della mobilità in Europa, riflettendo su come la libertà di movimento sia un diritto centrale - ed ormai irrinunciabile - per i cittadini comunitari.

Accardo apre il dibattito con una domanda centrale: cosa è la libera circolazione in Europa, e perché è importante? Risponde Emilio Dalmonte, che sottolinea come la necessità di spostarsi liberamente sia stata l’intuizione originale alla base dello sviluppo dell’idea stessa di Unione Europea: «Immaginiamo di andare ad un mercato.

Se tra una bancarella e l’altra ci fosse un muro, o una porta da attraversare, andremmo comunque a visitare tutte le bancarelle? Probabilmente no, e anzi non andremmo proprio al mercato. Questo è il principio alla base della libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone nell’Unione».

L’idea di mobilità che l’Europa deve costruire, continua Dalmonte, dovrebbe vedere la libertà di spostamento come possibilità di realizzazione per l’individuo, e non come obbligo dettato dal bisogno, come purtroppo sempre più spesso accade.

Accardo chiede poi agli ospiti di raccontare la loro esperienza di mobilità in Europa. «Mi sono spostata perché dopo la caduta del muro di Berlino ho creduto fermamente nel mondo senza frontiere», racconta Zakrzewicz, che spiega quanto crescere in un paese comunista («che fino a trent’anni fa non rilasciava nemmeno passaporti») le abbia fatto sentire tutta l’importanza di questa conquista, tanto che oggi vive con l’incubo che quella condizione si possa ripetere.

Mads Frese, invece, dice di far parte della generazione che ha vissuto la libertà di movimento come un diritto acquisito, parte di un processo di sviluppo delle libertà e dell’integrazione che pareva inarrestabile - e che invece si è dovuto scontrare con la mancata costruzione di una vera identità europea, cosa che oggi minaccia la sua stabilità. «Gli unici che hanno veramente un’idea di Europa», conclude, «sono quelli appesi alle sue frontiere».

Si entra nel cuore del dibattito, che inevitabilmente si concentra sul crescente senso di insicurezza che investe l’Europa, specialmente in seguito alla Brexit. Se una conquista così importante come il diritto alla mobilità viene davvero messa in discussione, argomenta Dalmonte, è per via degli abusi che si sono fatti di questo diritto: ad esempio da parte di chi si sposta per sfruttare il sistema assistenziale di un altro paese, pratica che comunque è già stata adeguatamente sanzionata e resa impraticabile dalla Corte Europea. Parlando di Brexit, Kington interviene mettendo in luce come la scelta di uscire dall’Unione sia dovuta, secondo lui, alla mancata costruzione di un senso di appartenenza che ha radici lontane: «i soldati tedeschi non hanno mai messo piede sul suolo britannico, e il bisogno di unità che la guerra ha portato nel continente non è mai davvero arrivato nel Regno Unito».

La Brexit dunque non sarebbe tanto una reazione alla paura dei migranti, quanto una conseguenza della disagevole prospettiva di un mondo sempre più globalizzato, dove i figli crescono per la prima volta più poveri dei padri. Zakrzewicz condivide, e riporta il caso della Polonia, dove oggi si assiste ad un’inversione di tendenza per cui «le coppie italo-polacche si spostano in Polonia, dove hanno prospettive di lavoro migliori». Allo stesso tempo, però, la mobilità in entrata dopo anni di emigrazione ha accresciuto la diffidenza: «nei paesi dell’est, che per secoli sono stati mono-culture e mono-nazionalismi, conserviamo una paura atavica del diverso». È questa paura che sta alla base della chiusura delle frontiere, minacciata più volte durante l’emergenza dei migranti: «la gente pensa, perché dobbiamo prendercene carico noi, che abbiamo appena rialzato la testa? E così diventano egoisti, come sono stati altri paesi con loro».

Rifiuto della globalizzazione, timore dell’arrivo incontrollato dei migranti e dello sfruttamento del sistema di assistenza sociale dei singoli paesi sarebbero quindi le paure alla base del progressivo atteggiamento di chiusura che sta mettendo in discussione la libera circolazione delle persone nell’Unione. Una retorica ampiamente sfruttata dalle destre populiste, che oggi avanzano nei consensi. «Le argomentazioni pro-chiusura sono piccole, meschine, dettate dall’interesse di chi guarda solo al proprio ombelico», conclude Dalmonte: «vogliamo davvero mettere in discussione sessantanni di pacifiche battaglie per queste motivazioni? Nessun paese può affrontare le grandi sfide del presente da solo, e questo è un dato di fatto».

Alice Marsili

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