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Il mondo in breve

Ratko Mladić entra nell’aula del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, all’Aja, il 22 novembre 2017. (Michel Porro, Getty Images)
  • L’ex capo militare dei serbi di Bosnia, Ratko Mladić, è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, all’Aja. Mladić, 74 anni, è stato ritenuto colpevole di dieci capi d’accusa su undici, tra cui crimini di guerra, genocidi e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto in Bosnia negli anni novanta. Tra questi il massacro di Srebrenica e i 46 mesi dell’assedio di Sarajevo.
  • Emmerson Mnangagwa sarà nominato presidente dello Zimbabwe il 24 novembre. Lo ha annunciato la radio di stato. Mnangagwa, fuggito dopo essere stato “silurato” dallo storico leader del Paese Robert Mugabe - che si è dimesso il 21 novembre dopo il colpo di stato militare e i suoi arresti domiciliari - tornerà oggi in patria. Mnangagwa, nominato dal comitato centrale del partito, dovrebbe prestare giuramento come presidente per un periodo di 90 giorni, in attesa di nuove elezioni.
  • Il premier libanese Saad Hariri ha annunciato di aver sospeso le sue dimissioni su richiesta del presidente Michel Aoun. Il premier aveva annunciato le sue dimissioni il 4 novembre in diretta tv dall’Arabia Saudita. Nelle tre settimane successive si sono sparse voci di una sua prigionia a Ryadh. Hariri è tornato in Libano il 22 novembre per la festa per l’indipendenza del paese dopo aver incontrato a Parigi il presidente Emmanuel Macron e al Cairo con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.
  • Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha annullato i prossimi colloqui previsti con i guerriglieri del Nuovo esercito popolare. L’interruzione dei negoziati mette a rischio le trattative con il gruppo marxista cominciate nel 2016. Il presidente ha detto che non intende “parlare con dei ribelli comunisti” accusandoli di recenti attacchi contro la polizia e minacciandoli di inserirli nella lista delle organizzazioni terroristiche.
  • Tre militari statunitensi sono sotto inchiesta per aver avuto “contatti impropri” con donne straniere durante il recente viaggio di Donald Trump in Asia. I tre ufficiali, che facevano parte della delegazione della Casa Bianca, avrebbero avuto comportamenti censurabili durante la tappa vietnamita del viaggio. Il portavoce del Pentagono Mark Wright ha confermato l’inchiesta. Altri quattro soldati della stessa unità erano stati accusati dopo un viaggio a Panama con il vicepresidente Mike Pence.
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