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Il mondo in breve

Donald Trump annuncia il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele, il 6 dicembre 2017. (Jonathan Ernst, Reuters/Contrasto)
  • La camera dei rappresentanti statunitense ha approvato con 227 voti favorevoli e 203 contrari la proposta di legge per la riforma fiscale voluta da Donald Trump. Il testo prevede tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in dieci anni e prevede un’aliquota unica al 21 per cento per le aziende: secondo i repubblicani sarà un volano per l’economia, mentre per i democratici avvantaggerà solo i più ricchi a spese del bilancio nazionale. La votazione dovrà ripetuta oggi per motivi procedurali.
  • Per la Corte di giustizia europea il servizio fornito da Uber rientra nell’ambito del settore dei trasporti e di conseguenza può essere disciplinato dai singoli stati membri, essendo esclusa l’applicazione della libera prestazione di servizi o del commercio elettronico. La Corte si è espressa su un ricorso presentato da una sigla sindacale di tassisti spagnoli secondo i quali i conducenti di Uber, svolgono il loro mestiere senza le licenze e le autorizzazioni necessarie.
  • L’Arabia Saudita ha chiuso in maniera definitiva la sua unica frontiera terrestre con il Qatar, che continua a essere isolato dal regno e dagli altri paesi del golfo. Secondo una lettera inviata dall’ufficio delle dogane, il posto di confine di Salwa è stato chiuso definitivamente nella notte tra il 19 e il 20 dicembre. La crisi diplomatica tra i due paesi risale a giugno del 2017, quando Riyadh ha accusato il Qatar di finanziare i movimenti terroristici islamici.
  • L’assemblea generale delle Nazioni Unite si riunirà il 21 dicembre in sessione straordinaria per discutere la risoluzione che chiede a Donald Trump di ritirare la dichiarazione con cui gli Stati Uniti hanno riconosciuto Gerusalemme capitale d’Israele. L’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Haley, ha definito “un insulto” il semplice fatto che tale mozione sia stata presentata. “All’Onu ci viene sempre chiesto di fare e dare di più. Quindi quando prendiamo una decisione, per volere del popolo americano, su dove localizzare la NOSTRA ambasciata, non ci aspettiamo che coloro che abbiamo aiutato ci prendano di mira. Giovedì ci sarà un voto per criticare la nostra scelta. Gli Usa prenderanno nota dei nomi”, ha avvertito la diplomatica statunitense su Twitter.
  • Il senatore Luigi Manconi è al secondo giorno di sciopero della fame “a sostegno dell’approvazione del provvedimento sullo ius soli e culturae. fino a quando non sarà inserita la sua discussione nel calendario dell’aula, prima del suo scioglimento in vista delle prossime elezioni. “Tutto questo è possibile: c’è il tempo e ci sono i numeri”, ha detto Manconi, presidente della commissione diritti umani. “Come ha detto il ministro Minniti ‘non è il tempo che manca, ma il coraggio’. La legge sullo ius soli è un fondamentale contributo alla sicurezza collettiva e alla convivenza pacifica tra italiani e stranieri”, conclude.
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