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Diljin, 21 anni. Sinjar, Kurdistan iracheno. (Sonja Hamad)
Kobane, nel nord della Siria. (Sonja Hamad)
Makhmur, Kurdistan iracheno. (Sonja Hamad)
Serjin, Sinjar, Kurdistan iracheno. (Sonja Hamad)
Tell Hamis, nord della Siria. (Sonja Hamad)
Romelan, Rojava, nord della Siria. (Sonja Hamad)
Zilan, 19 anni. Sinjar, Kurdistan iracheno. (Sonja Hamad)
Il ritratto di Hafiz al Assad, il padre del presidente siriano Bashar al Assad, a Al Hasaka, nel nordest della Siria. (Sonja Hamad)
Til Temir, Rojava, nord della Siria. (Sonja Hamad)
Makhmur, Kurdistan iracheno. (Sonja Hamad)

Un destino condiviso

Nel 2013 Sonja Hamad ha cominciato il suo progetto » Jin - Jiyan - Azadi « - Women, life, freedom dedicato alle donne che combattono nel Kurdistan iracheno e nel territorio del Rojava, nel nord della Siria, contro i miliziani del gruppo Stato islamico (Is). Hamad è nata a Damasco, in Siria, da genitori curdi yazidi, una minoranza religiosa non musulmana. All’età di tre anni si è trasferita con tutta la famiglia in Germania, dove ha studiato fotografia e dove vive ancora oggi.

Negli anni i suoi progetti si sono sempre più concentrati sul tema dell’identità. Ha fotografato amici, familiari e sconosciuti per interrogarsi sulla relazione che ognuno ha con un paese e la sua cultura. Nel suo nuovo lavoro questa ricerca è diventata non solo una questione politica, ma anche personale.

“La storia delle combattenti curde è molto importante per me. Anche grazie alla mia esperienza personale sono riuscita a entrarci in contatto. Ho cercato di catturare non solo gli elementi individuali, ma il loro destino condiviso”.

Hamad ha viaggiato da sola in Iraq e questo le ha permesso di stabilire un legame profondo con le combattenti: “Queste donne lottano contro il sistema patriarcale dell’Is, in cui gli viene negato ogni diritto di libertà e indipendenza. Rischiano la vita per conto di un paese che non è mai esistito, sebbene ogni curdo ne conosca i confini”, dice Hamad.

Nel 2020 il lavoro di Sonja Hamad è stato pubblicato in una fanzine, prodotta dall’etichetta indipendente Fugazine in edizione limitata.

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