Il centrodestra è in testa a Venezia e ha strappato Reggio Calabria al centrosinistra
Alle 15 sono stati pubblicati gli exit poll relativi a sei delle principali città in cui si è votato nelle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio: Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Messina, Prato e Arezzo.
A Venezia il candidato del centrodestra Simone Venturini è in testa e potrebbe vincere già al primo turno. Assessore nella giunta uscente guidata da Luigi Brugnaro, è dato tra il 47 e il 51 per cento, contro il 40-44 per cento di Andrea Martella, del centrosinistra.
Il centrodestra ha strappato Reggio Calabria al centrosinistra con Francesco Cannizzaro, di Forza Italia (Fi), dato al 64-68 per cento contro il 21-25 per cento di Domenico Battaglia.
A Salerno ha vinto nettamente il candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca, già quattro volte sindaco della città e due volte presidente della regione Campania. De Luca, 77 anni, dato tra il 56 e il 60 per cento, era sostenuto da sette liste civiche, ma non dal Partito democratico (Pd), che non ha presentato candidati. Al secondo posto è arrivato Franco Lanocita, sostenuto dal Movimento 5 stelle (M5s) e da Alleanza verdi e sinistra (Avs).
Messina, Prato e Arezzo
A Messina potrebbe essere confermato al primo turno il sindaco uscente centrista Federico Basile, del movimento Sud chiama nord, che si era dimesso a febbraio dopo aver perso la maggioranza. Basile è dato al 51-55 per cento, contro il 27-31 per cento di Marcello Scurria, del centrodestra.
Il candidato del centrosinistra Matteo Biffoni è in vantaggio a Prato, con il 49,5-53,5 per cento, contro il 26-30 per cento di Gianluca Banchelli, del centrodestra. Il centrodestra è invece in testa ad Arezzo con Marcello Comanducci, dato al 41,5-45,5 per cento, contro il 32-36 per cento di Vincenzo Ceccarelli, del centrosinistra.
Le elezioni si sono svolte in 744 comuni, la maggior parte dei quali molto piccoli.
Si è votato in un solo capoluogo di regione, Venezia, e in 19 capoluoghi di provincia. Il 7 e l’8 giugno si svolgerà un secondo turno nei comuni sopra i 15mila abitanti in cui nessun candidato ha superato la soglia del 50 per cento dei voti. Nei comuni sotto i 15mila abitanti si è invece votato con turno unico.
Complessivamente più di sei milioni di italiani erano chiamati alle urne. Il tasso di partecipazione avrebbe registrato un calo di quasi il 5 per cento.