×

Fornisci il consenso ai cookie

Internazionale usa i cookie per mostrare alcuni contenuti esterni e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta questa pagina.

Una magia ritrovata

Alessia Rollo, Altera Italia

Alessia Rollo è nata a Lecce nel 1982. Ha studiato e vissuto cinque anni a Madrid, in Spagna, e da qualche tempo ha deciso di tornare nella sua città per riappropriarsi dei luoghi e della cultura della sua terra. Il sud non è solo il posto in cui ha scelto di vivere, ma quello a cui ha dedicato due dei suoi lavori più lunghi e approfonditi: Fata Morgana e Parallel eyes.

Nel primo riflette sul mar Mediterraneo e il fenomeno migratorio, e si interroga sulla sua rappresentazione nei mezzi d’informazione. Rollo propone una visione alternativa, che restituisce la complessità e la dignità delle persone costrette ad abbandonare il proprio paese d’origine.

Già in questo lavoro s’intravedono alcune atmosfere e l’approccio che ritroviamo nel secondo progetto, cominciato nel 2019. L’idea alla base di Parallel eyes era di raccontare l’Italia del sud superando gli stereotipi e la visione folkloristica più diffusa. Ne è nato un viaggio nello spazio e nel tempo per rintracciare le radici e i significati di feste e riti attraverso uno sguardo personale, che mescola archivi fotografici, interventi con altri materiali e nuovi scatti.

Per il progetto, durato cinque anni, Rollo ha lavorato in due modi: rielaborando archivi fotografici e video del periodo del neorealismo e documentando riti ancora esistenti. Su entrambi i tipi di immagini la fotografa ha eseguito interventi analogici e digitali (pittura su negativi, collage, perforazioni), per restituire una dimensione magica che secondo l’autrice sarebbe stata messa in secondo piano: “All’università avevo letto La terra del rimorso di Ernesto De Martino, un libro del 1959. All’epoca mi sembrò definire perfettamente il divario tra sud e nord, e spiegare il motivo per cui molte persone decidevano di lasciare il sud. In un certo modo, credo, rafforzò un antimeridionalismo tipico della mia generazione”, racconta Rollo.

L’inchiesta di De Martino citata da Rollo fa parte delle cosiddette spedizioni scientifiche, una serie di ricerche etnografiche sul campo, condotte soprattutto tra gli anni cinquanta e sessanta nell’Italia meridionale, che avevano l’obiettivo di studiare riti, credenze e pratiche popolari legate alla magia e al sacro. Quando una decina di anni fa, per caso, Rollo ha scoperto le immagini di alcuni fotografi che avevano partecipato a queste ricerche, ha capito che avrebbe voluto proporre una rappresentazione diversa e più contemporanea della sua terra.

Così ha approfondito le opere di altri studiosi, tra cui il regista e antropologo francese Jean Rouch (1917–2004), uno dei padri del cinéma vérité, che usava la macchina da presa come strumento di partecipazione e condivisione con le persone filmate; e quelle di Maya Deren (1917–1961), antropologa e regista statunitense che nelle sue opere ha mescolato cinema e spiritualità.

“Attraverso i loro sguardi ho imparato che potevo affrontare il tema dell’identità e una ricerca visiva sul campo in un altro modo. Abbracciando la soggettività e la partecipazione piuttosto che l’osservazione distante e neutrale, per trasportare lo spettatore in una dimensione più sensoriale e meno intellettuale”, spiega Rollo.

Per scattare le nuove immagini Rollo ha viaggiato in varie regioni italiane alla ricerca di rituali come la fòcara di Novoli, in provincia di Lecce, in cui una pira alta quasi venti metri brucia per venti giorni. O come i campanacci di Tricarico, in Basilicata, una processione che si svolge ogni anno durante il carnevale, con le persone si travestono da tori e mucche, indossando enormi campanacci legati in vita che producono un suono ipnotico.

Altera Italia

Ora questo lavoro sta per diventare un libro (con un crowdfunding) a cui Rollo ha scelto di dare un nuovo titolo: Altera Italia. “L’inglese non abbracciava la tensione decoloniale del progetto e ho optato per il latino, una lingua comune a molti paesi mediterranei. La volontà di riappropriazione e trasformazione è passata anche da questo cambiamento”, spiega.

Il libro avrà la struttura di un manoscritto a metà strada tra la ricerca visiva e antropologica, così da restituire l’aspetto d’indagine e viaggio, e la soggettività del lavoro. Oltre alle immagini ci sarà una parte iconografica per far capire meglio ai lettori il significato dei riti, e una serie di contributi di antropologi, scrittori, musicisti e artisti. Il volume è realizzato in collaborazione con Miracoli visivi, un nuovo progetto fondato da Rollo insieme a Discarded magazine, che ha l’obiettivo di sostenere e accompagnare autori e autrici nel processo di realizzazione di fanzine e libri fotografici.

pubblicità