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Velocità, 1930. (Italo Bertoglio, Fondo Italo Bertoglio)
Apparizione spiritica, 1895-1900. (Francesco Negri, Archivio fotografico Fondazione 3M)
Marinetti e i futuristi Baroni, Azari, Rizzo, Ravelli, Casavola, Gerbino, Catrizzi, 1925. (Emanuele Lomiry, Collezione Giorgio Grillo)
Autoritratto con pugno, Roma 24 marzo 1915 (Fortunato Depero, Mart/Archivio del ‘900/Fondo Fortunato Depero)
Scarpa, 1940. (Elio Luxardo, Archivio fotografico Fondazione 3M)
L’attore Leopoldo Fregoli, 1906. (Mario Nunes Vais, ICCD-MiBACT)
Autoritratto con sigaretta, gennaio 1915. (Fortunato Depero, Mart/Archivio del ‘900/Fondo Fortunato Depero)
Spettralizzazione dell’Io, 1931. (Maggiorino Gramaglia, Museo nazionale del cinema)
Ritratto di Anton Giulio Bragaglia, sdoppiamento incosciente: fotografia spiritica truccata, fotodinamica, novembre 1913. (Gustavo Bonaventura, Collezione privata)
Gasometro, 1932. (Italo Bertoglio, Fondo Italo Bertoglio)

Luce futurista

La galleria Carla Sozzani di Milano celebra i 25 anni di attività con la mostra Fotografia futurista (a cura di Giovanni Lista)che illustra come i futuristi hanno usato la fotografia per sperimentare nuove rappresentazioni della realtà.

La mostra ripercorre mezzo secolo di attività artistica grazie a un centinaio di opere provenienti da collezioni private e fondi storici. Il percorso si articola in quattro sezioni. La prima è dedicata agli esperimenti di inizio novecento rivolti a distruggere l’illusione dell’immagine reale e a rivelare invece la foto spiritica, un’immagine costruita in studio, spesso ironica e ludica.

Nel 1910 sulle pagine della rivista fiorentina Lacerba nasce il fotodinamismo dei fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia. A loro è dedicata la seconda parte della mostra. I Bragaglia hanno esplorato la capacità della fotografia di fissare un semplice gesto nella sua essenza di energia pura, oltre il corpo, e come manifestazione della forza vitale contenuta nella materia.

Nella terza sezione si affronta l’autoritratto, usato dai futuristi per comunicare con lo spettatore e riflettere sulla sua immagine di artista, che con le fotoperformance di Fortunato Depero diventa quella di un istrione clownesco.

Agli anni venti e trenta è dedicata la quarta sezione in cui i fotografi futuristi si distaccano dalla cultura fascista e si affiancano alle avanguardie europee con i fotomontaggi e i fotocollage, il teatro d’ombre, la composizione di oggetti e giochi di specchi ideati per creare dei paradossi e degli sguardi che rifiutano di seguire l’iconografia di regime.

Fotografia futurista sarà aperta fino al 1 novembre 2015.

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