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Mandrillo, isola di Bioko, Guinea Equatoriale. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)
Topo delle dune, Panama City. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)
Pantera della Florida, parco nazionale delle Everglades, Stati Uniti. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)
Due cuccioli di panda gigante, zoo di Atlanta, Stati Uniti. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)
Un cucciolo di tapiro della Malesia, zoo del Minnesota. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)
Joel Sartore al lavoro. (Joel Sartore, National Geographic Photo ark)

L’arca di Joel Sartore

Decine di specie animali si estinguono ogni giorno. Sulle 77.340 specie valutate dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), 22.784 risultano a rischio di estinzione. E si prevede che una specie su sei, di piante o di animali, scomparirà se il cambiamento climatico procede al ritmo attuale.

Dieci anni fa il fotografo del National geographic Joel Sartore ha cominciato il suo progetto Photo ark con l’obiettivo di ritrarre gli esemplari in cattività di 12mila specie di animali, prima che scompaiano. Finora ne ha fotografate più di cinquemila, concentrandosi soprattutto su quelle che sono in via di estinzione. Dalla tigre della Malesia al panda rosso fino all’antilope reale, viaggiando dagli Stati Uniti all’Uganda.

Il primo animale che ha messo davanti al suo obiettivo è stato una talpa senza pelo in uno zoo del Nebraska. All’inizio Sartore aveva difficoltà a convincere gli zoo e gli acquari a lasciarlo avvicinare ad animali più grandi di un piccolo roditore, ma nel corso del tempo si è specializzato a lavorare con animali di taglia sempre maggiore, a volte anche pericolosi. Finora ha visitato 250 zoo e acquari.

L’approccio fotografico di Sartore è relativamente semplice: mette l’animale, da solo o in piccoli gruppi, su un fondale bianco o nero, in un classico set per servizi fotografici. I suoi ritratti con gli occhi degli animali che guardano spesso in camera sono diventati così riconoscibili e famosi che sono stati proiettati anche sull’Empire state building di New York e sulla basilica di San Pietro a Roma.

Le immagini di Sartore sono in mostra al National geographic museum di Washington fino all’11 aprile 2016.

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