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Flags (silver), 2006. (Banksy)
Kate Moss, 2005. (Banksy)
Kids on guns, 2003. (Banksy)
Riot cop, 2003. (Banksy)
No ball games, 2009. (Banksy)
Laugh now, 2003. (Banksy)
Trolley hunters, 2006. (Banksy)
Hollywood rat, 2002. (Banksy)
Girl with balloon, 2004. (Banksy)

Guerra, capitalismo e libertà secondo Banksy

Le opere dello street artist più famoso al mondo arrivano per la prima volta a Roma con una grande mostra a Palazzo Cipolla, resa possibile grazie alla collaborazione di collezionisti privati e ideata dalla fondazione Terzo Pilastro.

Banksy è una delle figure più discusse e acclamate dell’arte contemporanea. Anche se mantiene il pieno anonimato, si ritiene che sia nato a Bristol nel 1974. Dagli inizi nella scena locale della città britannica, a partire dagli anni novanta si è fatto notare dal pubblico e dalla critica internazionale. Lavorando su una vasta tipologia di supporti, ha unito il graffiti writing allo stencil, creando uno stile unico quanto imitato. Che siano murales o installazioni, Banksy usa la sua visione artistica per commentare fatti politici e sociali, con umorismo e umanità e sempre dalla parte dei più deboli. Una delle sue ultime opere ritrae Cosetta, personaggio dei Miserabili, in lacrime e vicino a un candelotto di gas lacrimogeno: un’opera per denunciare la violenza della polizia contro i migranti di Calais.

Banksy rifiuta di essere rappresentato in maniera esclusiva da una galleria in particolare e di esporre in musei privati, ma è già stato protagonista di alcune mostre. La prima risale al 2000, nel locale Severn Shed di Bristol. Nel 2003 ha realizzato la copertina dell’album Think thank dei Blur e nel 2010 è autore del documentario Exit through the gift shop, candidato agli Oscar. Una delle sue imprese più recenti è Dismaland, un parco a tema temporaneo a Weston-super-Mare, nel sudovest dell’Inghilterra, che ha ospitato anche opere di artisti come Damien Hirst, Jimmy Cauty e Axel Void.

La mostra Guerra, capitalismo & libertà sarà aperta al pubblico dal 24 maggio al 4 settembre 2016.

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